Il Gaslini non verrà trasferito: due padiglioni saranno demoliti, nascerà un monoblocco - Genova 24
Il progetto

Il Gaslini non verrà trasferito: due padiglioni saranno demoliti, nascerà un monoblocco

Operazione da 149 milioni, ne mancano 122 da reperire nel Pnrr ma non si escludono "alienazioni del patrimonio esistente". Ecco cosa cambierà per l'istituto pediatrico

Genova. L’ospedale pediatrico Gaslini non si sposterà, né in Valpolcevera né in altre zone di Genova, ma la sede storica di Quarto sarà interessata da una vera e propria rivoluzione nei prossimi 4-5 anni: due padiglioni verranno demoliti e al loro posto nascerà un nuovo monoblocco all’avanguardia. È quanto prevede il piano strategico 2021-2025 dell’istituto presentato questa mattina alla stampa dopo il via libera all’unanimità da parte del Consiglio d’amministrazione. Completamente smentite, dunque, le indiscrezioni apparse su alcuni media locali negli scorsi mesi.

L’operazione costerà 149 milioni di euro, di cui 27 già in disponibilità dell’istituto e 122 ancora da reperire, sia nel Recovery Fund sia tramite altre fonti di finanziamento. Costruire un nuovo ospedale da zero, secondo le stime della direzione, sarebbe costato 215 milioni.

Il progetto

In particolare il piano propone, previa autorizzazione della Soprintendenza, la demolizione degli attuali padiglioni 7 e 8 per realizzare sulla stessa area un nuovo edificio di circa 29mila metri quadrati, composto da un piano seminterrato, un piano terra e tre piani di degenze, che vada a saturare l’area circostante tra il padiglione 17, il parcheggio interrato e via Redipuglia.

“Sicuramente avremo una gestione più efficiente ed efficace che ci consenta di superare il disagio creato da un ospedale a padiglioni pensato nel 1930 – spiega il direttore generale Renato Botti -. Quello che stiamo pensando potrebbe essere davvero un ospedale del terzo millennio, quindi davvero definitivo. Per quello che mi riguarda sicuramente il Gaslini rimarrà per sempre qui”.

Dal punto di vista dei posti letto, la rivoluzione sarà a saldo zero (non se ne perderanno né se ne guadagneranno) ma consentirà una migliore organizzazione delle attività ospedaliere. Il tutto nella prospettiva dello sviluppo di una rete di servizi extra ospedalieri che si componga sia delle strutture di assistenza intermedie, sia dell’utilizzo delle tecnologie necessarie alla gestione a distanza della persona: la domiciliazione dell’assistenza avrà quindi sempre più un ruolo fondamentale. Un ruolo essenziale sarà svolto da strutture di assistenza intermedie come la riabilitazione post-acuzie, l’unità di degenza infermieristica (Udi), i poliambulatori a gestione integrata specialisti-medici di famiglia.

gaslini nuovo padiglione progetto
La planimetria del progetto

“La nuova costruzione – ha aggiunto ancora Botti – accoglierà circa la metà dei posti letto per acuti dell’istituto, distribuiti su tre piani fuori terra, sopra una piastra logistica, comprendente i servizi e le piattaforme comuni, collocata al piano terreno e al piano seminterrato, e si collegherà funzionalmente al padiglione 17″.

Nei due padiglioni interessati dalla demolizione al momento ci sono solo servizi tecnici e nessuna attività clinica. Per questo i lavori avranno un impatto limitato. Nel padiglione 10 saranno concentrati gli uffici direzionali, nel padiglione 4 sarà trasferita la psichiatria. Il monoblocco si chiamerà padiglione 0, sarà unito ai padiglioni 17-18 e sarà interamente dedicato alla degenza high care. Le tempistiche? “Se si lavora tutti insieme si potrebbe vedere l’opera compiuta nei prossimi cinque anni“, spiega Garrone.

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Costi e tempi

Gli investimenti complessivi per l’intera attuazione degli obiettivi del piano strategico ammontano a 149 milioni di euro: 95 mln per il nuovo ospedale, 20,8 per opere edili per messa in sicurezza e adeguamenti normativi delle attuali strutture, 33,2 per attrezzature e tecnologia. L’istituto ha previsto un finanziamento proprio di circa 27 mln, sarà invece necessario reperire un importo complessivo di 122 mln di euro.

Le fonti ipotizzabili per il finanziamento dell’operazione sono il Pnrr e i riparti di leggi finanziarie del passato, con ulteriori ‘aggiunte’ derivanti da donazioni di Fondazione Gaslini e di Fondazione Querci, ma anche eventuali fondi derivanti dall’alienazione del patrimonio disponibile e ulteriori risorse provenienti da specifiche raccolte fondi.

Il prossimo passo sarà pubblicare un bando europeo per la progettazione, operazione che dovrebbe richiedere circa sei mesi, per vedere le prime ruspe tra circa un anno. Le stime più ottimistiche per avere il Gaslini sono di quattro anni, partendo quindi nel 2025, ma molto dipenderà anche dalle fonti di finanziamento.

“Il Cda all’unanimità ha sciolto in via definitiva il nodo della sede dell’ospedale, privilegiando la scelta di procedere in quella storica attuale, con un intervento parziale di ricostruzione di un gruppo di edifici, così da concentrare il cantiere in aree specifiche, limitare i tempi di costruzione e donare quella flessibilità architettonica, che solo una nuova costruzione può garantire – ha confermato il presidente Edoardo Garrone -. In questo modo garantiremo lo sviluppo dell’istituto che ha un enorme bisogno di spazi più funzionali e integrati, senza tradire la volontà di Gerolamo Gaslini e il motto che impresse all’ospedale: pueris floribusque lumen solis (ai bambini e ai fiori la luce del sole). Un futuro di prestigio per l’ospedale, ma sempre all’interno del parco digradante sul mare di Genova, che il senatore Gaslini scelse quale migliore luogo di cura per tutti i bambini”.

“Credo che la scelta fatta dal suo consiglio d’amministrazione e dal direttore generale di lasciare nel suo spazio storico il Gaslini sia una scelta opportuna perché qui siamo abituati ad averlo, in un luogo che ha la capacità diagnostica e una qualità ambientale straordinaria – ha detto il presidente ligure Giovanni Toti -. Credo che si debba lavorare moltissimo per dare al Gaslini quella funzione di hub che ha ottimamente svolto nella parte pediatrica del Covid durante l’emergenza e che ora deve essere esteso, come prevede il Pnrr, ad hub territoriale, quindi sempre più collegamento con i pediatri di libera scelta, sempre più spazio alla telemedicina, servizi interni degni di un ospedale da cui si proviene da gran parte d’Italia e spesso dal mondo, quindi anche con quell’assistenza alle famiglie che hanno qui un piccolo ricoverato.

La Regione potrebbe avere un ruolo decisivo nel reperimento dei 122 milioni mancanti. “Ovviamente non ci tireremo indietro e lavoreremo all’interno dei tanti capitoli di spesa – ha spiegato ancora Toti -. In questo momento credo che il mondo sanitario vedrà nei prossimi anni investimenti come non ne ha visti negli ultimi 20 anni, basti pensare al Recovery, abbiamo moltissimo da investire e credo che qui siano soldi investiti bene. Ci rimbocchiamo tutti le maniche e facciamo in modo che la tenuta del piano finanziario regionale ci consenta anche questo intervento”.

Il governatore ligure a gennaio aveva lasciato una porta aperta all’idea di un trasferimento dicendo che “non sarebbe scandaloso un nuovo progetto edilizio“. Alla fine il Cda ha deciso diversamente. “Ma chi aveva detto così non aveva detto una bestialità – avverte il presidente Garrone – perché nell’industria si valutano tutte le opzioni strategiche e poi si scelgono le migliori. La scelta è quella di rimanere qui”.

Neuropsichiatria infantile e psichiatria

Nell’ultimo anno, similmente a quanto osservato in altre realtà nazionali, si è assistito ad un aumento degli accessi in pronto soccorso per patologie psichiatriche acute nettamente più a “rischio” (tentativi di suicidio, ideazioni suicidarie, comportamenti autolesionistici) con continue richieste di ricovero spesso inevase provenienti dal territorio regionale, essendo l’Istituto Gaslini centro di riferimento unico per le acuzie psichiatriche in situazione di emergenza – urgenza nella fascia di età 0-14 anni.

L’analisi relativa agli ultimi mesi ha mostrato l’accesso di un paziente con patologie psichiatriche ogni due-tre giorni circa. Le aeree di interesse clinico-assistenziale e di ricerca della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza includono tutte le patologie neurologiche nell’età compresa da 0 a 18 anni.

Il piano di sviluppo prevede l’integrazione funzionale di 3 unità organizzative in un’unica area di neuroscienze mediche. Al suo interno, ma in spazi separati e dedicati, si prevede di istituire la sezione di degenza monospecialistica ad alta intensità assistenziale (4 posti letto di alta assistenza psichiatrica e 8 letti di psichiatria), per la gestione dei casi di psicopatologia severa e adolescenziale (11-18 anni) in fase acuta (vedi anche ‘estensione età pediatrica). I pazienti “più puramente neurologici” e i casi psichiatrici non acuti saranno gestiti nella piattaforma di Neuroscienze.

Il potenziamento della ricerca

Il Gaslini ha tra le proprie missioni prioritarie lo svolgimento di una ricerca scientifica di elevata qualità in campo biomedico. Nel corso del 2020 la produzione scientifica dell’istituto è cresciuta rispetto all’anno precedente ed è risultata la più elevata degli ultimi 20 anni.

Il piano prevede di stimolare l’individuazione di nuovi filoni di ricerca e di mettere in campo programmi di finanziamento rivolti ai giovani ricercatori; di potenziare inoltre le collaborazioni cliniche e scientifiche con gruppi nazionali e internazionali.

Con l’obiettivo di incrementare il supporto tecnico e metodologico alla ricerca clinica e traslazionale, si prevede il potenziamento del Grant Office e del settore di epidemiologia e biostatistica attraverso il reclutamento di nuovi statistici e di informatici. Un altro obiettivo fondamentale e vicino alla realizzazione è la creazione di un Servizio di Sperimentazioni Cliniche Pediatriche (SSCP), destinato a promuovere e organizzare i trial clinici, profit e non-profit, in tutte le aree specialistiche pediatriche.

L’Area dei Laboratori di ricerca si compone di più strutture, con un’organizzazione oggi frammentata e poco efficiente in termini di impiego di risorse umane, apparecchiature e risorse economiche, a cui si aggiunge la notevole dispersione fisica delle strutture all’interno dell’Istituto.

La Direzione Strategica ha quindi deciso di riorganizzare i laboratori per centralizzare tecnologie e competenze professionali all’interno di facilities, entro cui verranno collocate le attrezzature a disposizione dell’Istituto.

La nuova Direzione Scientifica ha inoltre in programma una partecipazione diretta alle attività formative del Gaslini, in collaborazione con il Centro Formazione e le strutture dell’Università degli Studi di Genova.

Il nuovo centro di genomica

L’istituto deve porsi come proprio obiettivo strategico quello di procedere verso la “genomizzazione” dell’offerta, ovvero: lo sviluppo di terapie personalizzate grazie all’analisi del genoma, all’integrazione dei dati clinici e genomici in una cartella olistica, all’applicazione di algoritmi di intelligenza artificiale per l’identificazione di marcatori biologici e lo sviluppo di terapie personalizzate.

A questo scopo, è necessario creare un Centro di Genomica: una struttura di coordinamento e governo delle attività dell’area Genetica-Genomica, per raggiungere un efficace effetto traslazionale il Centro di Genomica deve essere organizzato secondo un modello a rete multidisciplinare, particolarmente idoneo all’organizzazione dell’attività, trattando malattie genetiche rare o malattie complesse con predisposizione genetica.

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