Ex Ilva, Toti: "Regione impegnata per il futuro dell'acciaio. Lavoratori Fiom più tutelati di altri" - Genova 24
La risposta

Ex Ilva, Toti: “Regione impegnata per il futuro dell’acciaio. Lavoratori Fiom più tutelati di altri”

"Certi toni, certe affermazioni, anche talune forzature ci riportano ad epoche e modalità di un confronto sociale che francamente nessuno rimpiange

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Genova. “A differenza di quanto sostenuto questa mattina dall’esponente Fiom-Cigl Bruno Manganaro, ritengo che le Istituzioni territoriali, Regione in testa, abbiano sempre dimostrato vicinanza e condivisione per le rivendicazioni dei lavoratori Ilva e si siano sempre impegnate appieno per garantire il futuro dell’acciaio nel nostro capoluogo e più in generale in Italia”. Risponde così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti alle accuse dell’ex segretario di Fiom Genova Bruno Manganaro espresse oggi durante il corteo dei lavoratori ex Ilva a Genova.

“Ricorderà anche la Fiom dell’impegno della Regione e del Comune per garantire attraverso la Società per Cornigliano, il costante versamento dell’integrazione al reddito dei lavoratori, anche di fronte ad una certa inerzia dei lavori che si sono succeduti in questi anni.” prosegue il governatore.

“Per fare il punto sulla situazione Ilva io stesso sono intervenuto solo 48 ore fa, telefonando al Ministro Giorgetti per sollecitare tutti gli opportuni investimenti. Certo, risulta inappropriata è sgradevole la decisione dei vertici Ilva di proseguire il percorso della cassa integrazione ignorando la disponibilità data dal Ministro Orlando per un incontro nello stabilimento di Cornigliano. Ricordo però alla Fiom che le ragioni di taluni lavoratori non dovrebbero essere rivendicate a danno di altri. E ricordo anche che, come ben sa la Fiom, i lavoratori Ilva, nonostante il momento di estrema difficoltà, sono certamente più tutelati di coloro, liberi professionisti, negozianti, rappresentanti di commercio, autotrasportatori, e molti altri che risentono di certe forme di protesta che impattano sulla mobilità e il normale svolgimento della vita in una città che solo in queste ore sta ripartendo. Esistono le ragioni, e i lavoratori Ilva ne hanno, ma credo sia più giusto esercitarle in modo da non danneggiare le ragioni altrui”.

“Certi toni, certe affermazioni, anche talune forzature – conclude Giovanni Toti – ci riportano ad epoche e modalità di un confronto sociale che francamente nessuno rimpiange e di cui non c’è bisogno oggi, mente Genova e la Liguria cercano faticosamente dopo un anno e mezzo di pandemia e chiusure forzate di ripartire”.

“Pur comprendendo l’esasperazione dei lavoratori ex Ilva ormai da troppo tempo lasciati in un limbo professionale ma anche umano, oggi scesi in strada a protestare contro la decisione, inspiegabile e inspiegata, dell’azienda di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria a partire dal 28 giugno prossimo, non possiamo che condannare episodi di violenza ai danni delle nostre Forze dell’Ordine che, con senso del dovere, difendono quotidianamente la sicurezza di tutte le nostre comunità”, aggiunge l’assessore allo Sviluppo economico e alla Sicurezza di Regione Liguria Andrea Benveduti.

“I lavoratori hanno, nei limiti della civile dialettica, diritto di chiedere chiarezza, rispetto un provvedimento che nessuno ha motivato e nemmeno illustrato nella sua completezza – aggiunge Benveduti – Da tempo chiediamo, per un paese industrializzato come l’Italia in cui la filiera dell’acciaio ha sempre ricoperto un ruolo strategico, la definizione di un piano industriale in cui, eccellenze come l’ex Ilva, possano consolidarsi e svilupparsi, anche in vista delle risorse in arrivo dal PNRR”.

“Accogliamo con favore che il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti abbia dato seguito alle nostre richieste di attivazione di un tavolo a Roma con i sindacati, convocandolo per il prossimo 8 luglio. Come in passato, Regione Liguria è sempre a disposizione per agevolare un dialogo costruttivo che possa aiutare i lavoratori a ottenere le risposte che cercano dall’azienda. Con un mercato in crescita, sarebbe un delitto disperdere un saper fare, insito nella tradizione della nostra regione, che a Genova coinvolge circa mille famiglie” conclude l’assessore.

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