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Alta tensione

Ex Ilva: i lavoratori assediano i “palazzi del potere” a Genova, tafferugli con la polizia fotogallery

Il 28 giugno scatterà la cassa integrazione per tutti i 981 dipendenti di Cornigliano. I sindacati chiedono un segnale

Genova. Giornata di tensione a Genova per la protesta dei lavoratori ex Ilva contro la procedura di cassa integrazione. I lavoratori si sono mossi in corteo verso la prefettura dove ci sono stati alcuni tafferugli con la polizia. Complessivamente quattro agenti risultano contusi, 7 secondo un comunicato della Questura giunto in tardo pomeriggio. Poi gli operai si sono spostati in Comune e quindi in Regione, ottenendo solo un breve confronto in strada col sindaco Marco Bucci, quindi sono stati convocati dal prefetto Franceschelli.

Aggiornamento 18.00. La delegazione non è riuscita a ottenere quanto richiesto. Franco Grondona, storico rappresentante della Fiom, è sceso a parlare coi lavoratori che hanno sciolto il presidio. Lunedì ci sarà un’assemblea in fabbrica per decidere il da farsi in vista dell’incontro dell’8 luglio a Roma sulla situazione occupazionale. C’è fiducia sul fatto che Inps non concederà la cassa integrazione per crisi di mercato, come invece chiesto dall’azienda.

Aggiornamento 16.45. Giovedì 8 luglio sarà convocato un incontro al ministero dello Sviluppo economico al quale parteciperanno Acciaierie d’Italia e sindacati alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti che inviterà anche il ministro del lavoro Andrea Orlando insieme con tutte le parti interessate per discutere delle prospettive industriali e della situazione occupazionale. Lo fanno sapere fonti del Mise citate dalle agenzie di stampa. Intanto è ancora in corso l’incontro in prefettura.

Aggiornamento 14.45. I sindacati e i lavoratori dell’ex Ilva resteranno in prefettura con un presidio fino a quando non arriveranno una comunicazione scritta sulla questione cassa integrazione da parte del governo. “La delegazione dei lavoratori ex Ilva di Genova salita in Prefettura ha detto al prefetto Renato Franceschelli e al questore Vincenzo Ciarambino che non si alzerà dal tavolo finché non arriverà una presa di posizione ufficiale del governo sull’illegittimità della richiesta di cassa integrazione ordinaria da parte dell’azienda”, ha detto Armando Palombo, coordinatore rsu e delegato Fiom dello stabilimento genovese di Acciaierie d’Italia, ai lavoratori in presidio sotto la sede del palazzo del governo. “Rimaniamo qui, è una giornata lunga. Il Governo deve dirci per iscritto che chiede a Mittal di sospendere la cassa e come hanno chiesto i segretari nazionali convocarci tutti a un tavolo per discutere del futuro degli stabilimenti”. Si attendono anche dettagli sull’incontro in programma lunedì a Genova con il ministero del Lavoro Andrea Orlando.

Aggiornamento ore 14.05. La Fiom Cgil è “dispiaciuta” per gli agenti rimasti contusi nei tafferugli tra polizia e manifestanti dell’ex Ilva avvenuti davanti alla prefettura. Ma “la responsabilità di chi ha lasciato le forze dell’ordine a gestire questa situazione nel silenzio delle istituzioni”. Lo ha detto Armando Palombo, coordinatore rsu dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano. Intanto, è iniziato l’incontro tra una delegazione di sindacato e lavoratori, il prefetto di Genova e il questore.

Aggiornamento ore 13.45. Quattro rappresentanti delle forze dell’ordine, due agenti del reparto mobile, un carabiniere e un funzionario della Digos, sono rimasti contusi durante i tafferugli tra polizia e lavoratori ex Ilva davanti alla prefettura. Secondo quanto appreso, sarebbero rimasti contusi anche due operai.

corteo 25 giugno ex ilva

Aggiornamento ore 13.30. Dopo una mattinata di proteste i sindacati metalmeccanici e i lavoratori dell’Ilva hanno ricevuto la convocazione per un incontro con il prefetto di Genova Franceschelli. Un gruppo di manifestanti salirà quindi al piano nobile del palazzo per discutere la questione cassa integrazione e le altre istanze alla base della protesta.

Aggiornamento ore 12.50. Alla fine della mattinata un momento di distensione nell’ambito della protesta dei lavoratori ex Ilva. Sotto al palazzo della Regione sia le forze dell’ordine sia i manifestanti si sono tolti caschi ed elmetti. Sindacati e operai restano in attesa di un segnale da parte del governo o di una poco probabile apertura da parte dell’azienda. Non è a Genova per altri impegni istituzionali il presidente della Regione Liguria Toti che quindi non potrà incontrare una delegazione sindacale.

Aggiornamento ore 12.35. “Quali che siano le ragioni, la violenza è inaccettabile. Sono vicino agli agenti feriti negli scontri. Mi auguro che tutte le forze sindacali si dissocino da ogni tipo di azione violenta e che cessi immediatamente la protesta e queste azioni inaccettabili”. Lo dice il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, a seguito degli scontri davanti la sede della Prefettura. Intanto anche davanti alla Regione una poliziotta ha accusato un malore nella ressa. E’ comunque tornata al lavoro dopo pochi minuti di “time out”.

corteo 25 giugno ex ilva

Aggiornamento ore 12.20. Il corteo dei lavoratori ex Ilva dopo la prefettura e Tursi sta marciando in direzione del palazzo della Regione Liguria. Tra le contestazioni avanzate in queste ore dai sindacati anche l’assenza di prese di posizione da parte della politica locale e nazionale. Anche in piazza De Ferrari petardi e fumogeni. La polizia, così come in prefettura, sta blindando l’accesso al palazzo. Sul posto anche alcuni carabinieri con caschi e scudi.

Aggiornamento ore 12. Davanti alla prefettura è arrivato il sindaco Marco Bucci che, attorniato da lavoratori e stampa, ha dialogato con Franco Grondona, volto storico della Fiom a Genova. Un confronto tra “persone con i capelli bianchi”, lo ha definito il sindacalista che ha chiesto, a nome dei lavoratori, una presa di posizione pubblica. Bucci ha detto ai sindacati, che rifiutano la cassa integrazione, che l’unica cosa che può fare nei confronti dell’azienda è un’opera di moral suasion e che a suo parere la situazione migliorerà con la ripresa del mercato. Grondona ha concluso con un “non contate un ca…, siete forti con i deboli e deboli con i forti”.

corteo 25 giugno ex ilva

Aggiornamento ore 11.50. Dopo avere trovato sbarrato il portone di ferro di palazzo Tursi i lavoratori ex Ilva in corteo hanno rinunciato all’idea di incontrare lì il sindaco Marco Bucci, più volte invocato, e sono tornati verso la prefettura. Il tutto davanti a molti genovesi e turisti sorpresi dalla manifestazione e dal lancio di petardi e fumogeni a pochi passi dai palazzi dei Rolli.

Aggiornamento ore 11.40. Dopo avere tentato di forzare il blocco della prefettura da parte delle forze dell’ordine, i lavoratori ex Ilva e gli altri manifestanti hanno deciso di spostare la protesta in via Garibaldi, a palazzo Tursi, sede del Comune di Genova. Stando ad alcune informazioni il prefetto non sarebbe a palazzo visto che gran parte delle istituzioni si trovano a palazzo San Giorgio per il cambio al vertice della capitaneria di porto.

Aggiornamento ore 11.35. Situazione di tensione e stallo davanti al palazzo della prefettura. I sindacati chiedono un incontro con il prefetto Franceschelli per parlare anche con il rappresentante dello Stato sul territorio della questione della cassa integrazione. Sempre a diretto contatto il gruppo di testa degli operai e quello dei poliziotti in assetto anti sommossa.

Aggiornamento ore 11.10. Scontri tra un gruppo di lavoratori ex Ilva e la polizia, in assetto antisommossa, davanti alla porta di ingresso del palazzo della prefettura di Genova. “Picchiateci, picchiateci” il coro del gruppo di metalmeccanici, quasi tutti con elmetti da lavoro o caschi da moto, mentre avanzavano verso lo schieramento delle forze dell’ordine.

“Lavoro! Lavoro!” scandiscono mentre spingono in massa contro gli scudi dei poliziotti. Anche alcuni funzionari della digos in mezzo alla mischia.

Uno di loro è stato colpito alla testa e si è sentito male nonostante il casco, le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione ma è stato portato in ospedale per accertamenti. I metalmeccanici chiedono ai poliziotti di levarsi il casco.

corteo 25 giugno ex ilva

Aggiornamento ore 10.45. Il corteo dei lavoratori ex Ilva, circa 400 persone, tra cui anche i metalmeccanici di altre aziende genovesi e i lavoratori portuali, è arrivato all’altezza delle gallerie tra l’Annunziata e Corvetto. All’interno “consueto” lancio di fumogeni e petardi. In avvicinamento al palazzo della prefettura l’atmosfera della protesta inizia a scaldarsi. Bruno Manganaro, ex segretario provinciale della Fiom ma tuttora riferimento per il mondo della fabbrica, ha dichiarato: “Dubito che un incontro con il prefetto possa portare a qualche soluzione se il governo in primis non si decida a intervenire per costringere Acciaierie Italia a stoppare la cassa integrazione”. Intanto problemi al traffico in centro città, con la deviazione di diverse linee del trasporto pubblico.

Aggiornamento ore 10.20. All’altezza della stazione Marittima, durante il corteo Ex Ilva cori e striscioni per Adil Belakhdim, il sindacalista Cobas di 37 anni morto una settimana fa investito da un tir a Biandrate durante lo sciopero nazionale alla Lidl.

Aggiornamento 9.30. In via Cantore un momento struggente all’interno della manifestazione. I lavoratori hanno salutato con un coro – “Pino uno di noi” – la moglie e la figlia, Alice, di Giuseppe “Pino” Lorusso, morto nel luglio dell’anno scorso insieme a Marco Contri mentre faceva alpinismo sul Monte Bianco. Giuseppe Lorusso era un impiegato all’Ilva e quando è morto era da poco andato in pensione. Non aveva mai mancato una manifestazione. Grande mobilitazione, lo scorso anno, da parte dei colleghi in occasione della sua scomparsa.

corteo 25 giugno ex ilva

Aggiornamento 9.30. Il corteo procede in direzione della prefettura percorrendo via Cantore occupando la corsia in direzione levante, poi il percorso si sposterà verso via Buozzi, via Grasmci, piazza Della Nunziata, le gallerie di Fontane Marose e Corvetto, per arrivare appunto davanti al palazzo del governo.

Aggiornamento ore 9.15. “Senza lavoro c’è l’agitazione” e “Lotta dura senza paura” alcuni dei cori lanciati dagli operai ex Ilva in corteo a Cornigliano contro il comportamento dell’azienda e l’ipotesi di cassa integrazione. Alcuni lanci di petardi. La manifestazione è all’altezza della Fiumara. Bandiere di Fiom, Fim e Uilm e molti caschetti da lavoro calcati sulle teste dei lavoratori.

Aggiornamento ore 8.45. Gli operai hanno terminato l’assemblea e sono partiti in direzione di piazza Massena e poi di Sampierdarena. Qui, al corteo, si uniranno i lavoratori delle altre grandi aziende genovesi e i lavoratori del porto. In testa al corteo lo striscione “Che l’inse” e alcuni fumogeni. Il traffico è destinato a subire pesanti conseguenze, trattandosi anche dell’ora di punta mattutina.

Genova. Assemblea in fabbrica, concentramento in piazza con gli altri lavoratori metalmeccanici delle aziende genovesi (Ansaldo Energia, Hitachi, Leonardo, Fincantieri e i lavoratori portuali), e poi corteo attraverso via Cantore, via Gramsci e il centro città, fino ad arrivare a Corvetto e al palazzo della prefettura, il simbolo del governo sul territorio. “Se il governo non dà segnali, andiamo noi dal governo – aveva avvertito Armando Palombo, rsu Fiom dell’acciaieria di Cornigliano – e ci andremo determinati, e con i caschi“.

Che ci sia tensione e preoccupazione sul fronte dell’ordine pubblico per la manifestazione di oggi a Genova non è un segreto. Gli operai, dopo la due giorni di protesta di martedì e mercoledì, sono arrivati a un punto di non ritorno. Non accettano che Acciaierie Italia, la nuova realtà parastatale che gestisce il gruppo industriale dopo l’avvicendamento con Mittal anche se il cda è ancora quasi completamente composto dalla vecchia gestione, si rifiuti di fare un passo indietro sulla cassa integrazione, quanto meno congelarla, persino dopo le sentenze positive del consiglio di Stato sullo stabilimento di Taranto.

Con una lettera inviata due giorni Acciaierie Italia ha confermato anzi la volontà di procedere e quindi per tutti i 981 operai di Cornigliano la cassa scatterà lunedì 28 giugno, proprio nel giorno in cui a Genova arriverà per un incontro con i sindacati il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

“Abbiamo chiesto di sospendere la cassa per ragionare a bocce ferme – ha detto durante l’assemblea di fabbrica Armando Palombo questa mattina – quello che faremo oggi lo faremo anche per smascherare questo silenzio e questa complicità da parte del governo, con determinazione, fermezza e tutta la forza che ci possiamo mettere”. Il sindacalista Fiom ha aggiunto: “Registriamo il silenzio di Comune e Regione, di parlamentari e consiglieri regionali e comunali, mandiamo anche questo messaggio alla politica che in questi giorni ha taciuto”. In piazza con i metalmeccanici oggi si sono già visti il senatore Mattia Crucioli (L’Alternativa C’è), il consigliere comunale Fabio Ceraudo (M5s) e il consigliere regionale Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

Intanto tra i motivi di agitazione in fabbrica, nelle ultime ore, anche quello che l’azienda possa spostare da Cornigliano a Savona una nave carica di rulli di acciaio per dribblare lo sciopero, un comportamento scorretto dal punto di vista sindacale (la sostituzione di manodopera in sciopero non è consentita) e che ha raccolto la solidarietà dei lavoratori portuali savonesi della Culp.

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