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Ex Ilva, la protesta continua: lunedì nuova assemblea di fabbrica, incognite sulla visita di Orlando a Cornigliano

Il 28 giugno, salvo colpi di scena dell'ultima ora, scatta la cassa integrazione. Sullo scadere dell'approvazione del bilancio di Acciaierie Italia e della costituzione di un nuovo cda

corteo 25 giugno ex ilva

Genova. Tante incognite e una sola certezza nella domenica che precede una nuova settimana di protesta per i lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano. Lunedì 28 giugno, nel giorno in cui dovrebbe scattare la cassa integrazione decisa dall’azienda per i 981 dipendenti genovesi, dalle 7 alle 9 si terrà un’assemblea di fabbrica. In base agli ultimi sviluppi sindacati e lavoratori definiranno nuove azioni di protesta.

Nello stesso giorno a Genova è atteso il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Sul fronte dei metalmeccanici ancora nessun dettaglio sulla possibilità che l’esponente del governo faccia capolino in fabbrica, magari durante l’assemblea, ma da fondi Pd, il partito di Orlando, assicurano che il programma è quello e che si sta definendo in queste ore con la prefettura. In attesa di comunicazioni ufficiali, quel che è sicuro è che il ministro si fermerà solo al mattino e non presenzierà invece, al pomeriggio, alla presentazione di un libro su Gramsci organizzata dalla fondazione Ds.

Accoglienza. Ad ogni modo, se da una parte la presenza di Orlando a Cornigliano potrebbe essere vista finalmente come un tentativo di “metterci la faccia” dopo il silenzio assordante degli ultimi giorni da parte del governo sulle strategie aziendali, dall’altra non è affatto scontato che l’accoglienza sia calorosa da parte di delegati, rsu e operai. Insomma, si prospettano scintille.

Intanto, tra le incognite, c’è anche quella su come sarà declinata la tanto discussa cassa integrazione. Non è detto che arrivino le lettere nelle prossime ore, così come non è detto che, 15 giorni dopo il 28 giugno, l’Inps decida di concedere la cassa per ragioni di mercato.

Perché, il mercato, è tutt’altro che in crisi, anzi. Con la ripartenza dell’economia il prezzo dei coils triplicato e un costante aumento della domanda a livello nazionale e internazionale. Per questo motivo, la cassa, è considerata inaccettabile dai sindacati. Acciaierie Italia, però, potrebbe applicare la Cig giorno su giorno lavorando sulle turnistiche. Il tutto, appunto, da questo lunedì.

Un timing calcolatissimo. Entro il 30 giugno (forse già il 28 o il 29) Acciaierie Italia deve approvare il bilancio 2020, già fonte di tensione tra socio pubblico e privato. Solo dopo questo passaggio i soci potranno convocare l’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione della società: nel board entreranno Franco Bernabè alla presidenza, Stefano Cao e Carlo Mapelli. La cassa integrazione viene quindi decisa da un cda in scadenza, composto per il 50% da figure Arcelor Mittal. In futuro la governance dovrebbe diventare a maggioranza pubblica, con Invitalia al 60%.

Nel frattempo, sullo sfondo, la lite tra azienda e governo sul fronte delle ordinanze ambientali a Taranto. L’impressione è che l’ex Ilva in amministrazione straordinaria stia facendo leva sulla cassa per tenere in scacco l’esecutivo.

Insomma tutta da definirsi la situazione nelle prossime ore. Con i sindacati genovesi consapevoli di “non essere riusciti ad assediare il fortino” ma determinati “ad avvelenare i pozzi” di chi si mette a rischio il loro posto di lavoro. In prospettiva anche l’incontro promesso dal Mise: l’8 luglio Giorgetti e Orlando incontreranno i sindacati e le Regioni (Liguria, Piemonte e Puglia) per parlare di investimenti, prospettive e situazione occupazionale.

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