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Fronte unito

Ex Ilva di Cornigliano, sindacati ed rsu respingono al mittente la richiesta di cassa integrazione

Nessuno sciopero al momento, ma un avvertimento: "Il Governo non può rimanere in silenzio di fronte a tale comportamento aziendale. Non rimarremo passivi di fronte a tali scelte”. 

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Genova. Procedura di cassa integrazione rispedita al mittente, ma ancora nessuna dichiarazione di sciopero in attesa del confronto con i vertici locali dell’azienda, che non è ancora stato convocato.

E’ questo l’esito della riunione che si è tenuta a Genova questo pomeriggio tra le segreterie di Fiom, Fim e Uilm e l’rsu di Acciaierie d’Italia.

“Riteniamo la richiesta di cassa integrazione impropria e la rigettiamo a fronte di un mercato dell’acciaio in fortissima ripresa” affermano i sindacati in un comunicato unitario. 

“Denunciamo inoltre – dicono – la mancanza di investimenti sul sito genovese e chiediamo alla direzione aziendale di ritirare il provvedimento”. Nessuna iniziativa né dichiarazione di sciopero per ora in attesa che l’azienda risponda alla richiesta di incontro dei sindacati che rivendicano inoltre di un bonus del 3% dello stipendio, pattuito nell’accordo del 2018 con l’arrivo di ArcelorMittal, ma pagato solo il primo anno.

“Il mercato siderurgico è in forte ripresa – ricordano i sindacati – e i nostri impianti sono impantanati nella costante dialettica tra poteri dello Stato. La direzione scarica sui lavoratori tali contraddizioni. Il Governo non può rimanere in silenzio di fronte a tale comportamento aziendale. Non rimarremo passivi di fronte a tali scelte”. 

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