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La convocazione

Ex Ilva di Cornigliano, lunedì il tavolo sulla cassa integrazione. La Fiom: “Pronti alla mobilitazione”

Se nell'incontro dovesse essere confermata la cigo per i 981 dipendenti i lavoratori Ilva torneranno in piazza per chiederne il ritiro

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Genova. E’ stato convocato per lunedì mattina alle 9.30 in azienda il tavolo di confronto tra Acciaierie d’Italia e i sindacati dopo l’apertura da parte dell’azienda della contestata procedura di cassa integrazione ordinaria per tutti i dipendenti dell’ex Ilva di Cornigliano.

Solo ieri la Fiom aveva minacciato di partire con la mobilitazione di fronte al silenzio aziendale alla richiesta di incontro urgente da parte dei sindacati.

Ma il tavolo di lunedì potrebbe essere solo l’inizio di una nuova fase di agitazione nello stabilimento di Cornigliano: “La cassa integrazione ordinaria è illegittima – ribadisce Bruno Manganaro, da qualche giorno “ex” segretario generale della Fiom genovese ma tutt’ora impegnato nella vertenza Ilva – perché non esiste nessuna crisi di mercato. Se non abbiamo detto nulla davanti a mesi e mesi di cassa Covid perché c’era un’emergenza sanitaria, ora basta. C’è grande richiesta di acciaio e i nostri lavoratori non ne possono più di cassa integrazione che fa perdere salario e sa anche di presa in giro”.

E i sindacati ‘sfidano’ la nuova azienda pubblico-privata con una proposta: “Se proprio vogliono chiedere la cassa aprano la procedura per quella straordinaria, almeno saranno obbligati a illustrarci il piano industriale”.

Intanto tutto è fermo in attesa della sentenza del Consiglio di Stato che secondo i rumors potrebbe arrivare nell’ultimo giorno utile, il 21 giugno. Ma i sindacati sono pronti a muoversi bene prima: “Se l’esito nell’incontro di lunedì mattina sarà la conferma della procedura di cigo – dice ancora Manganaro – siamo pronti a mobilitarci ‘alla genovese’, come abbiamo sempre fatto chiamando in causa tanto Mittal quanto il Governo a cominciare dal ministro del lavoro Andrea Orlando che deve dirci se nel suo ruolo istituzionale ritiene legittimo che l’Inps paghi una cassa integrazione per una crisi di mercato che non esiste”.