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Alta tensione

Ex Ilva, scontri tra lavoratori in corteo e polizia davanti alla prefettura di Genova fotogallery

Il 28 giugno scatterà la cassa integrazione per tutti i 981 dipendenti di Cornigliano. I sindacati chiedono un segnale

Aggiornamento ore 11.10. Scontri tra un gruppo di lavoratori ex Ilva e la polizia, in assetto antisommossa, davanti alla porta di ingresso del palazzo della prefettura di Genova. “Picchiateci, picchiateci” il coro del gruppo di metalmeccanici, quasi tutti con elmetti da lavoro o caschi da moto, mentre avanzavano verso lo schieramento delle forze dell’ordine. “Lavoro! Lavoro!” scandiscono mentre spingono in massa contro gli scudi dei poliziotti. Anche alcuni funzionari della digos in mezzo alla mischia, uno di loro è stato colpito alla testa e si è sentito male, le sue condizioni non sembrano destare preoccupazione. I metalmeccanici chiedono ai poliziotti di levarsi il casco.

Aggiornamento ore 10.45. Il corteo dei lavoratori ex Ilva, circa 400 persone, tra cui anche i metalmeccanici di altre aziende genovesi e i lavoratori portuali, è arrivato all’altezza delle gallerie tra l’Annunziata e Corvetto. All’interno “consueto” lancio di fumogeni e petardi. In avvicinamento al palazzo della prefettura l’atmosfera della protesta inizia a scaldarsi. Bruno Manganaro, ex segretario provinciale della Fiom ma tuttora riferimento per il mondo della fabbrica, ha dichiarato: “Dubito che un incontro con il prefetto possa portare a qualche soluzione se il governo in primis non si decida a intervenire per costringere Acciaierie Italia a stoppare la cassa integrazione”. Intanto problemi al traffico in centro città, con la deviazione di diverse linee del trasporto pubblico.

Aggiornamento ore 10.20. All’altezza della stazione Marittima, durante il corteo Ex Ilva cori e striscioni per Adil Belakhdim, il sindacalista Cobas di 37 anni morto una settimana fa investito da un tir a Biandrate durante lo sciopero nazionale alla Lidl.

Aggiornamento 9.30. In via Cantore un momento struggente all’interno della manifestazione. I lavoratori hanno salutato con un coro – “Pino uno di noi” – la moglie e la figlia, Alice, di Giuseppe “Pino” Lorusso, morto nel luglio dell’anno scorso insieme a Marco Contri mentre faceva alpinismo sul Monte Bianco. Giuseppe Lorusso era un impiegato all’Ilva e quando è morto era da poco andato in pensione. Non aveva mai mancato una manifestazione. Grande mobilitazione, lo scorso anno, da parte dei colleghi in occasione della sua scomparsa.

corteo 25 giugno ex ilva

Aggiornamento 9.30. Il corteo procede in direzione della prefettura percorrendo via Cantore occupando la corsia in direzione levante, poi il percorso si sposterà verso via Buozzi, via Grasmci, piazza Della Nunziata, le gallerie di Fontane Marose e Corvetto, per arrivare appunto davanti al palazzo del governo.

Aggiornamento ore 9.15. “Senza lavoro c’è l’agitazione” e “Lotta dura senza paura” alcuni dei cori lanciati dagli operai ex Ilva in corteo a Cornigliano contro il comportamento dell’azienda e l’ipotesi di cassa integrazione. Alcuni lanci di petardi. La manifestazione è all’altezza della Fiumara. Bandiere di Fiom, Fim e Uilm e molti caschetti da lavoro calcati sulle teste dei lavoratori.

Aggiornamento ore 8.45. Gli operai hanno terminato l’assemblea e sono partiti in direzione di piazza Massena e poi di Sampierdarena. Qui, al corteo, si uniranno i lavoratori delle altre grandi aziende genovesi e i lavoratori del porto. In testa al corteo lo striscione “Che l’inse” e alcuni fumogeni. Il traffico è destinato a subire pesanti conseguenze, trattandosi anche dell’ora di punta mattutina.

Genova. Assemblea in fabbrica, concentramento in piazza con gli altri lavoratori metalmeccanici delle aziende genovesi (Ansaldo Energia, Hitachi, Leonardo, Fincantieri e i lavoratori portuali), e poi corteo attraverso via Cantore, via Gramsci e il centro città, fino ad arrivare a Corvetto e al palazzo della prefettura, il simbolo del governo sul territorio. “Se il governo non dà segnali, andiamo noi dal governo – aveva avvertito Armando Palombo, rsu Fiom dell’acciaieria di Cornigliano – e ci andremo determinati, e con i caschi“.

Che ci sia tensione e preoccupazione sul fronte dell’ordine pubblico per la manifestazione di oggi a Genova non è un segreto. Gli operai, dopo la due giorni di protesta di martedì e mercoledì, sono arrivati a un punto di non ritorno. Non accettano che Acciaierie Italia, la nuova realtà parastatale che gestisce il gruppo industriale dopo l’avvicendamento con Mittal anche se il cda è ancora quasi completamente composto dalla vecchia gestione, si rifiuti di fare un passo indietro sulla cassa integrazione, quanto meno congelarla, persino dopo le sentenze positive del consiglio di Stato sullo stabilimento di Taranto.

Con una lettera inviata due giorni Acciaierie Italia ha confermato anzi la volontà di procedere e quindi per tutti i 981 operai di Cornigliano la cassa scatterà lunedì 28 giugno, proprio nel giorno in cui a Genova arriverà per un incontro con i sindacati il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

“Abbiamo chiesto di sospendere la cassa per ragionare a bocce ferme – ha detto durante l’assemblea di fabbrica Armando Palombo questa mattina – quello che faremo oggi lo faremo anche per smascherare questo silenzio e questa complicità da parte del governo, con determinazione, fermezza e tutta la forza che ci possiamo mettere”. Il sindacalista Fiom ha aggiunto: “Registriamo il silenzio di Comune e Regione, di parlamentari e consiglieri regionali e comunali, mandiamo anche questo messaggio alla politica che in questi giorni ha taciuto”. In piazza con i metalmeccanici oggi si sono già visti il senatore Mattia Crucioli (L’Alternativa C’è), il consigliere comunale Fabio Ceraudo (M5s) e il consigliere regionale Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

Intanto tra i motivi di agitazione in fabbrica, nelle ultime ore, anche quello che l’azienda possa spostare da Cornigliano a Savona una nave carica di rulli di acciaio per dribblare lo sciopero, un comportamento scorretto dal punto di vista sindacale (la sostituzione di manodopera in sciopero non è consentita) e che ha raccolto la solidarietà dei lavoratori portuali savonesi della Culp.

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