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Sale la tensione

Ex Ilva, oggi secondo giorno di protesta e nuovo blocco della Guido Rossa

I lavoratori pronti ad andare fino in fondo, venerdì già annunciato il corteo verso la prefettura. Orlando incontrerà i lavoratori ma solo il 28 giugno. Ma non basta

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Genova. La prefettura di Genova ha comunicato alle organizzazioni sindacali la presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando per il prossimo 28 giugno. “Il ministro incontrerà presso la sede dell’ex Ilva,a Genova, le organizzazioni sindacali e le rsu”, lo annuncia Antonio Apa, segretario generale della Uilm a Genova che, come gli altri sindacati, ha chiesto all’azienda di soprassedere rispetto alla richiesta di cassa integrazione, almeno fino a quando i lavoratori e i sindacati non avranno incontrato il ministro Orlando. La promessa dell’incontro quindi non cambia nulla sul fronte della protesta.

Ed è comunque l’unica notizia arrivata da Roma dopo una lunga giornata di protesta da parte dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano che chiedono ad Acciaierie d’Italia di ritirare la procedura di cassa integrazione ordinaria per tutti i dipendenti dello stabilimento di Cornigliano che dovrebbe partire il 29 giugno.

Vani i tentativi di ottenere la sospensione della procedura nonostante la richiesta esplicita fatta attraverso la Prefettura al ministro del lavoro Andrea Orlando. “Il Governo non può stare in silenzio – ribadisce il coordinatore dell’Rsu Armando Palombo – e deve dirci se quella cassa è legittima oppure no. Noi siamo convinti, come Fiom, Fim e Uilm, che non lo sia e siamo pronti ad andare fino in fondo”.

Dopo una lunga giornata di disagi per i cittadini che dovevano spostarsi dal centro a ponente o viceversa e hanno trovato la strada Guido Rossa chiusa per la protesta dei lavoratori, domani (23 giugno) si ripeterà lo stesso schema. I lavoratori si sono dati appuntamento davanti alla fabbrica alle 6 per cominciare un’assemblea sul piazzale alle 7 e alle 8 rimettersi in strada. E di nuovo la Guido Rossa sarà bloccata tutto il giorno.

C’è sgomento e rabbia tra i lavoratori che si aspettavano che una risposta da Roma sarebbe arrivata. Dopo anni di incertezze e l’ingresso dello Stato nell’ex Ilva sembra ripetersi la storia degli ultimi dieci anni, fatta di mancati investimenti e incertezze sul futuro. “Abbiamo una sola gru funzionante, gli impianti con zero manutenzione. Il mercato chiede acciaio e tutto quello che ci propongono è la cassa integrazione. Per noi così non si può andare avanti”.

Giovedì ci sarà una sospensione delle proteste, nel giorno del santo Patrono della città di Genova ma per venerdì, se non arriveranno notizie ufficiali è già stato annunciato un corteo fin sotto la Prefettura: “E non ci andremo con il cappello in mano ma con i caschetti” ha chiarito coordinatore delle tute blu dell’ex Ilva.

“Ci sono poche parole da dire: il governo deve dare indicazioni precise al management affinché riveda la logica della cassa integrazione e faccia una adeguata programmazione di investimenti. Certo, le premesse non inducono all’ottimismo: che lo stato sarebbe subentrato lo sapevamo tutti, eppure si è arrivati a far scendere in piazza la gente. O c’è stata della colpevole improvvisazione oppure in realtà il governo vuole lasciare mano libera al management nel compiere le scelte più pesanti a danno dei lavoratori. Qualunque sia l’accaduto non è accettabile e l’esecutivo deve riparare, bloccando le iniziative negative dell’azienda. Stavolta come non mai, tertium non datur”, spiegano in una nota il segretario generale Cisl Liguria Luca Maestripieri e il segretario Fim Cisl Liguria Christian Venzano.

Lunedì il ministro del lavoro Andrea Orlando, che sarà a Genova per un’iniziativa della fondazione Diesse, ha dato la disponibilità a incontrare i lavoratori. L’incontro dovrebbe svolgersi in azienda, si apprende dalla Uilm. “La Uilm ha chiesto all’azienda di soprassedere rispetto alla richiesta di cassa integrazione – ricorda il segretario Antonio Apa – almeno fino a quando i lavoratori e i sindacati non avranno incontrato il ministro. Solo allora saremo in grado di riprendere il negoziato”.

“Attendiamo la mail con la convocazione ufficiale dell’incontro – commenta Armando Palombo – ma è evidente che finché qualcuno non ufficializzerà la sospensione della procedura di cassa integrazione l’incontro sarà depotenziato. Nel frattempo confermiano le iniziative di lotta che abbiamo annunciato, dalla protesta di domani al corteo di venerdì mattina”.

Qui la cronaca della lunga giornata di oggi.

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