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Unicità

Eppur non si muovono, tante segnalazioni per gli alberi “storti” ma l’esperto spiega perché non bisogna preoccuparsi fotogallery

A Genova sono soprattutto pini domestici e pini d’Aleppo a prendere le forme più originali. Giorgio Costa, Aster: “Sono esseri viventi, si organizzano per restare in piedi”

Alberi storti Aster

Genova. Da ponente a levante, sono diverse, ogni giorno, le segnalazioni che arrivano ad Aster per presunti alberi a rischio crollo. Attraverso il telefono, le mail o le app tanti genovesi temono che quei pini (o altre specie) così inclinati possano cedere sotto il loro stesso peso e che collassino su persone, case, auto, strade.

Nella stragrande maggioranza dei casi, però, quegli alberi sono assolutamente sani e stabili. “Riceviamo tantissime segnalazioni, “c’è quest’albero storto”, “è pericoloso”, “dovete venire a controllare” – spiega Giorgio Costa, responsabile del Verde di Aster, la partecipata che si occupa della manutenzione del verde pubblico – ma quasi sempre si tratta di timori ingiustificati, gli alberi non sono come qualcuno pensa dei pali piantati per terra, sono esseri viventi e la loro natura li porta a organizzarsi nel migliore dei modi proprio per restare in piedi“.

Aster effettua ogni giorno sopralluoghi e controlli in zone di particolare frequentazione, tenendo sott’occhio chiome, rami, tronchi e radici. “Ma la forma di un albero non ha relazione con la sua stabilità – continua l’esperto – quindi a meno che non sia l’uomo a fare dei danni, magari tagliando o danneggiando le radici non ci saranno problemi, una pianta inclinata non è più pericolosa di altre“.

Genova è, da questo punto di vista, una vera e propria case history: sono molti, infatti, nei nostri viali e nei nostri giardini i pini mediterranei del tipo pino Domestico o del tipo pino d’Aleppo.

Due esemplari molto famosi sono quelli di corso Paganini o quello di Castelletto. “Sono piante abituate a crescere sugli scogli, al vento, ma sono state utilizzati per decorare anche un contesto urbano come quello genovese, non bisogna temerle ma anzi tutelare – racconta Costa – basti pensare all’esempio di Castelletto dove c’era chi chiedeva di segare il tronco di un pino (foto sopra) perché la gente ci batteva con la testa, d’accordo con il Comune, invece, lo abbiamo valorizzato posizionando delle catenelle in modo da evitare il passaggio”.

Si tratta di piante che talvolta hanno più di 50 anni e sono perfettamente sane. Ce ne sono molte nelle zone di Castelletto, Albaro, Circonvallazione ma anche nei parchi del ponente e in Valpolcevera. “Un altro motivo per cui gli alberi crescono storti è che le nostre aree verdi sono spesso in zone molto pendenti e gli alberi tendono a scavalcarsi per sopravvivere oppure ad assumere forme legate al vento, si orientano per non farsi schiacciare contro la terra, ma è quello che può sembrare un difetto è in realtà un’unicità naturale, una caratteristica”.

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