Collaboratori volontari in Regione, Ferro: "Esistono dal 2012, lavorano a titolo gratuito" - Genova 24
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Collaboratori volontari in Regione, Ferro: “Esistono dal 2012, lavorano a titolo gratuito”

Dopo la polemica del Pd sui rimborsi spese fino a 10mila euro all'anno

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Genova. La Regione “non sta reclutando nuove figure e si parla di rimborsi solo per quanto riguarda le spese sostenute”. Così l’assessora al Personale della Liguria Simona Ferro ha risposto in consiglio regionale al capogruppo Pd Luca Garibaldi che chiedeva “i motivi per cui la giunta regionale abbia preso la decisione di avvalersi” dei collaboratori volontari prevedendo un tetto massimo di 10mila euro per gli eventuali rimborsi delle spese di viaggio, vitto e alloggio.

Queste figure sono state istituite nel 2012 – ha spiegato Ferro -. Si tratta di dipendenti della Regione Liguria in pensione che volontariamente svolgono attività a favore degli assessori o di chi ne chieda la necessità a titolo gratuito. La delibera assunta dalla giunta stabilisce un tetto massimo di 10mila euro perché prima non si faceva riferimento a quanto dovessero ammontare. In quest’ultimo anno e mezzo, a causa degli spostamenti inibiti, non ci sono state neanche maturazioni di spese”, ha concluso l’assessora.

Come aveva anticipato ieri l’agenzia Dire, tutto era nato il 25 maggio con un decreto del direttore generale della Regione che approva lo schema di convenzione per la collaborazione a titolo gratuito, pensata per gli ex dipendenti dell’ente pubblico andati in pensione. Tre giorni dopo tocca alla giunta, con una delibera che fissa il tetto massimo per il rimborso spese a 10mila euro. Il collaboratore volontario non ha vincoli di esclusività, può lavorare da remoto o utilizzare strumenti e spazi dell’ente. L’incarico non può durare più di un anno e non è prorogabile né rinnovabile.

Tra i corridoi di via Fieschi si dice che il provvedimento sia stato pensato “ad hoc” per Pier Paolo Tomiolo, vice direttore del dipartimento Territorio. “Visto che un dirigente va in pensione – affermava Garibaldi alla agenzia Dire – si trova un modo creativo per farlo rientrare. Così i pensionati continueranno a comandare la struttura regionale percependo pure una sorta di stipendio. Chiederò alla giunta spiegazioni sul perché non si sia scelta la strada dell’assunzione classica, anche attraverso concorso”.

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