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Le indagini

Centro Anidra, l’amministratrice delegata Teresa Cuzzolin indagata per circonvenzione di incapace

E'indagata insieme a Paolo Oneda, Paolo Bendinelli e Paola Dora per aver sfruttato per il proprio tornaconto la fragilità di alcune giovanissime

Centro Anidra

Genova. Teresa Cuzzolin, amministratore delegato del centro Anidra, è indagata dalla Procura di Genova per concorso in circonvenzione di incapace.

Con lei per lo stesso reato sono indagati la psicologa Paola Dora, il medico bresciano Paolo Oneda e il presidente del centro Paolo Bendinelli, questi ultimi arrestati a fine aprile dai carabinieri perché ritenuti responsabili della morte di Roberta Repetto.

A Cuzzolin l’avviso di garanzia è stato notificato nei giorni scorsi affinché possa partecipare all’incidente probatorio proprio sulle cause della morte della Repetto che si svolgerà sotto forma di perizia.

Ma l’ipotesi di reato di circonvenzione di incapace non riguarda solo e tanto Roberta Repetto, bensì un gruppo di giovanissime che secondo l’indagine dei carabinieri sarebbero state completamente soggiogate da Bendinelli, che veneravano come una sorta di santone. Per il centro lavoravano gratuitamente e versavano anche denaro. E proprio il ruolo di Cuzzolin nell’amministrare le finanze del centro avrebbe reso necessaria la sua iscrizione nel registro degli indagati.

Per la morte di Roberta Repetto, Paolo Bendinelli si trova ancora rinchiuso nel carcere di Marassi in custodia cautelare. Il medico bresciano Paolo Oneda, che materialmente aveva eseguito l’intervento sul neo su un tavolo da cucina e senza effettuare l’esame istologico successivo, ha ottenuto invece gli arresti domiciliari.

“L’avviso di garanzia nei confronti della mia cliente per la supposta ipotesi di reato di circonvenzione di incapace è un atto dovuto, oltre che prevedibile, in quanto l’incidente probatorio che ha lo scopo di verificare, mediante accertamenti tecnico-peritali se la dottoressa Roberta Repetto ed altri che frequentavano il Centro versassero in condizioni tali da consentire un profittamento economico in loro danno, deve essere accompagnato per forza da avviso di garanzia – commenta l’avvocato Andre Vernazza, difensore di Cuzzolin – Inoltre, la Signora Cuzzolin tiene a precisare che tutti i versamenti fatti a beneficio del Centro sono stati spontanei e tutti tracciati e fatturati come gli inquirenti hanno già potuto constatare”.

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