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Problemi

Caccia in aree incendiate dopo soli 3 anni: dubbi del Tar sulla legge regionale

Rilevato una possibile incostituzionalità: la legge nazionale prescrive un tempo di 10 anni

caccia

Genova. A seguito dell’impugnativa da parte delle Associazioni WWF,LAV,LIPU ed ENPA, rappresentate dall’Avvocato Valentina Stefutti, della Circolare regionale della Liguria indirizzata agli organi di vigilanza; il TAR Liguria con Ordinanza numero 53 del 1 giugno scorso, ha sollevato la questione di costituzionalità sul divieto di caccia nelle aree percorse da incendi per 3 anni, anzichè 10 secondo la legge nazionale del 2000.

La “variante ligure” della legge fu approvata nel 2008, senza impugnazioni da parte dell’allora governo, ma in questi mesi le associazioni hanno chiesto al tribunale amministrativo l’annullamento della circolare regionale, previa sospensione immediata, per via di una rilevata incostituzionalità. Si è costituita in giudizio la Regione, resistendo al ricorso, e sono intervenute nel processo alcune associazioni venatorie, chiedendo anch’esse il rigetto dell’impugnativa delle associazioni ambientaliste ricorrenti.

Il Tar però ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale di detta legge regionale sospendendo il giudizio e chiedendo l’immediata trasmissione degli atti alla Corte costituzionale.

“Il divieto di caccia e di pascolo per dieci anni nei boschi percorsi dagli incendi stabilito dalla legge nazionale sugli incendi ha la finalità specifica di consentire al bosco distrutto dal fuoco di riprendere le sue funzioni vitali, compresa quella di ricovero e alimentazione per gli animali selvatici – ricordano in una nota congiunta le associazioni – Se si considera che un bosco può impiegare anche un secolo per rigenerarsi, il tempo di 10 anni stabilito dalla legge è il minimo che abbia un senso per la tutela della biodiversità, ed è la ratio della legge sugli incendi boschivi, che solamente il legislatore nazionale può cambiare e solo per garantire una tutela maggiore, come prescritto dalle leggi internazionali ed europee”.

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