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Parola al mister

Beppe Maisano: “Se si gioca così si onora tutti il calcio, la mia squadra ha fatto il massimo”

Genova Calcio ricca di giovani, il mister: "Il regolamento è un'assurdità, devi farli giocare a prescindere"

Genova. Ligorna e Genova Calcio hanno dato spettacolo nella semifinale di andata dei playoff di Eccellenza: 3 a 2 il risultato di una partita avvincente ed aperta fino alla fine ad ogni risultato.

La formazione di Beppe Maisano, ospite della squadra più attrezzata del girone, ha offerto una prestazione sopra le righe, della quale il mister è visibilmente soddisfatto. “La squadra ha fatto il massimo – dichiara -, ha fatto quello che doveva fare, ha giocato a calcio, ha corso, ha giocato contro una grande squadra, schierata perfettamente, con degli obiettivi diversi. Siamo 3 a 2 fuori casa, il nostro obiettivo era che tutti voi veniste a rivedere la partita cercando di giocare altrettanto bene, perché è quello che ci interessava: onorare queste semifinali e non venire qui a fare il materasso“.

Con i due cambi effettuati a metà partita, Maisano ha tenuto viva la verve offensiva della sua squadra, che è riuscita a raggiungere il 2-2 e anche dopo aver subito il terzo gol ha continuato ad essere propositiva. “Noi abbiamo provato a giocare, dall’inizio alla fine – spiega -, però ci sono gli altri, c’è l’altra squadra. Non sempre si possono fare certe cose, inoltre c’erano delle assenze di ruolo importanti. Per cui bravi i ragazzi in campo nel primo tempo che poi sono usciti, perché hanno permesso agli altri di stare sempre in partita e di provare a rischiare qualche cosa alla fine“.

Preparare la partita di ritorno, dopo una gara di andata così, sarà ancor più stimolante. “Non è passione, non è fatica, non è sofferenza: è piacere, è godere di giocarsi una partita in questo modo. Se si gioca così si onora tutti il calcio” ammette Maisano.

Un 2000, un 2001, due 2002 in campo; un 2000, cinque 2002 e un 2003 in panchina. La Genova Calcio punta sui giovani che meritano di giocare, non perché il regolamento impone un numero minimo di “under” in campo. “Contate i giovani che c’erano in campo: io sono uno di quelli che dicono che il regolamento è un’assurdità – afferma l’allenatore -. I giovani devi farli giocare a prescindere dal regolamento, per cui è una falsità assurda che favorisce solo procuratori e giocatori di altre squadre, non i nostri”.

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