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Il giorno dopo

Astrazeneca, dubbi e timori tra i giovani dopo la morte di Camilla Canepa

“Farò il vaccino Astrazeneca, ma non mi sento per nulla serena”

Giovane con mascherina

Tigullio. Diffidenti e timorose: si sentono così oggi le giovani donne – non tutte, la maggior parte – dopo aver letto la notizia circa la morte di Camilla Canepa, 18 anni di Sestri Levante, avvenuta per trombosi dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino Astrazeneca.

Beatrice C., 30 anni, residente a Chiavari, dopo essersi sottoposta alla somministrazione di Astrazeneca pochi giorni fa, afferma di averlo fatto non solo per sé stessa ma soprattutto per senso di responsabilità verso la sua famiglia, in particolare i suoi nonni. Ma con difficoltà riesce a mascherare l’angoscia che ora la pervade. Come lei, molte ragazze, di età differenti.

Chiara C., 19 anni, di Sestri Levante, farà la prima dose di vaccino la settimana prossima, ma oggi è travolta da dubbi e timori. “Farò il vaccino Astrazeneca, ma non mi sento per nulla serena”. Stesso pensiero espresso dalla sua amica e coetanea Serena B.

E ancora: Alice F., 28 anni di Chiavari, ha fatto Astrazeneca da pochi giorni e questa notte dice “non ho chiuso occhio” in preda all’ansia, e continua condividendo i propri timori e suggestioni: “E se succedesse a me? Quanti giorni devono trascorrere, dopo la prima dose, per sentirmi davvero fuori pericolo? Eventuali eventi trombotici dipendono dall’uso della pillola contraccettiva?”

Tuttavia non solo ragazze e giovani donne hanno espresso i propri timori, ma anche i ragazzi e adolescenti. Marco D., 32 anni, di Chiavari dice che aspetta a vaccinarsi: “Vorrei evitare di fare il vaccino Astrazeneca, così anche se dovrò attendere di più, mi sono prenotato per ricevere il Pfizer”. Mentre parla, lancia uno sguardo ai suoi amici Matteo L. e Simone C., con i quali ha condiviso la sua scelta.

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