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Amarcord genoa

“Album dei ricordi rossoblù”: Tomáš Skuhravý, fisico da bomber

 Lo slogan in voga, nella Gradinata Nord, era: “Si chiama Tomáš Skuhravý, con le sue reti si vola, facci la capriola, facci la capriola…

skuhravy

Genova. “Si chiama Tomáš Skuhravý, con le sue reti si vola, facci la capriola, facci la capriola”… Era uno dei cori più in voga nella Gradinata Nord nei primi anni ’90, per incitare il gigante boemo, nato a Přerov nad Labem, a gonfiare la rete…

E Skuhravý non era certo tipo da farsi pregare per buttarla dentro, tanto è vero che il suo primo goal lo ha segnato al Real Madrid, all’esordio nello Slavia Praga, buttato dentro negli ultimi minuti, per la disperazione, quando gli spagnoli stavano vincendo 1-0, pronti a brindare al passaggio del turno di Coppa Uefa… e che fa il ragazzino? Al primo cross che gli arriva, salta più in alto di tutti e mette in rete la palla del pareggio, eliminando il Real di Butragueño  e di Míchel, allenato da Alfredo Di Stéfano…  mica male per un esordiente!

Ovvio che da quel momento, sulle sponde della Moldava, il suo nome diventi un punto fisso, anzi un pilastro, del team del quartiere di Vinohrady, con cui arricchisce il suo palmarès con cinque vittorie nel Campionato e tre Coppe di Cecoslovacchia, siglando una caterva di reti, finché non arriva la grande possibilità di mettersi in luce con la sua Nazionale ai Mondiali di Italia ’90, che Tomáš non si lascia sfuggire, diventando il vice-capocannoniere, superato solo dall’uomo del momento, Totò Schillaci.

Fu il Presidente Aldo Spinelli a portarlo al Genoa, dopo averlo visto, al San Nicola di Bari, affossare il Costa Rica con una tripletta (4-1, il quarto goal fu di Luboš Kubik, che già giocava nella Fiorentina), che consentì alla Cecoslovacchia di mister Jozef Vengloš  di accedere ai quarti di finale… e mai scelta fu più indovinata da parte del d.s. Spartaco Landini e “du Sciù Aldo”… o quanto meno pari a quelle di aver preso l’anno prima ‘Pato’Aguilera e di averli affidati alle sapienti idee di Osvaldo Bagnoli, insieme ad altri ottimi giocatori, come Cláudio Ibrahim Vaz Leal, meglio noto come Branco, Simone Braglia e Stefano Eranio, che porteranno il Grifone al top delle posizioni in classifica, dal post seconda guerra mondiale e soprattutto alla indimenticabile cavalcata in Coppa Uefa, anche grazie alle reti di Skuhravý, diventato il miglior goleador del Genoa nella massima divisione italiana, dopo l’istituzione dei campionati a girone unico (58 goal in 163 partite).

Un campionato esaltante, quello del 90/91, con diverse perle da incorniciare, a partire dalla cartolina di Natale, targata Branco, del derby e non ultima la vittoria a Torino contro la Juventus di Roberto Baggio e Thomas Jürgen Häßler, affondata da: Braglia, Torrente, Branco, Eranio, Caricola, Signorini, Ferroni, Fiorin, Aguilera, Skuhravý, Onorati… il goal lo fa naturalmente il boemo, bravo ad approfittare un malinteso fra Luppi ed il brasiliano Julio Cesar ed a trafiggere Tacconi… cosa che non sono capaci di fare Casiraghi, Baggio e Schillaci, fermati da un insuperabile Braglia.

Ma quella che i tifosi rossoblù non dimenticheranno mai, è stata la cavalcata in Coppa Uefa, dell’anno dopo, con la partita dell’Anfield Road rimasta nell’immaginario collettivo, di tutti i genoani, per le strepitose parate di Braglia (emulo del miglior Lev Ivanovič Yashin, nelle vesti però di ‘ragno giallonero’ come la sua divisa di quella sera), ma a Liverpool, i Bagnoli’s boys non sarebbero mai arrivati, senza il goal di Skuhravý in piena zona Cesarini, nel ritorno a Marassi, contro gli spagnoli del Real Oviedo… Il Genoa aveva perso 1-0 nelle Asturie ed al Ferraris, con un pubblico da grandi occasioni, all’89°, il punteggio era fermo su un 2-1 per i rossoblù, che avrebbe comportato l’eliminazione, quando Tomáš (che già aveva segnato  il primo goal di testa, in tuffo d’angelo) è salito in cielo, per raccogliere un cross di Gennaro Ruotolo e sbattere la palla del 3-1 in rete alle spalle del portiere Víctor Manuel García Rodríguez, detto ‘Viti’, facendo letteralmente esplodere la Gradinata Nord.

Ecco, così vogliamo ricordare Tomáš Skuhravý, mentre fa una delle sue tante esultanti capriole, senza dimenticare che, in quel perido, persino Karl-Heinz Rummenigge si mosse, insieme a  Klaus Augenthaler per portarlo al Bayern Monaco, ma “u sciù Aldo” e l’amore di Tomás per il Genoa, abbinati al panorama del Mar Ligure (quelli che tuttora si gode a Celle), respinsero l’assalto tedesco, trasformandolo in uno dei più amati giocatori del Grifone.

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