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La protesta

“Adil ucciso dal profitto”, presidio dei Si Cobas davanti alla Lidl che chiude due ore prima fotogallery

"Le vite dei lavoratori non possono valere meno dei loro profitti"

Genova. Poco dopo le 18 gli ultimi clienti escono alla spicciolata dal supermercato, e a quelli che vogliono entrare vengono dati volantini che spiegano chi era Adil Belakhdim e perché per oggi alla Lidl di Genova Cornigliano la spesa non si deve fare. A chiudere simbolicamente l’ingresso un grande striscione : “Adil ucciso dal profitto, padroni governo i mandanti siete voi” e dall’altro la foto del sindacalista del SiCobas ammazzato venerdì a Biandrate da un camionista che ha sfondato un picchetto. Al presidio ci sono un centinaio di persone, ma nessun volto istituzionale ad eccezione della consigliera regionale della lista Sansa Selena Candia.

Accanto all’ingresso del parcheggio una grande foto di Adil e alcuni cartelloni che spiegano ai passanti cosa è successo. “Io non lo sapevo, abito qui di fronte e stavo andando a fare la spesa – racconta un anziano – ma oggi non ci entro” dice guardando l’ingresso del supermercato perché “è importante questo momento di solidarietà”.

“Oggi abbiamo voluto dare un segnale per dire a tutte le catene e a tutte le cooperative che le vite dei lavoratori non possono valere meno dei loro profitti e dei loro fatturati e dei loro scontrini – dice Martino Puppo, coordinatore del sindacato Si Cobas Genova – quello che è accaduto è il tragico epilogo del clima che si è voluto creare in questi mesi. Oggi piangiamo un morto e sappiamo che poteva accadere a ciascuno di noi. Siamo contenti della solidarietà che in tanti ci hanno portato oggi ma quella dovrà essere trasformata in azione, in un ritornare davanti alle fabbriche e rivendicare quello che chiedeva Adil tutto i giorni cioè più diritti più salario e un lavoro migliore per tutti”

Manca perché quella degli altri sindacati o meglio, sembra piuttosto tiepida visto che un tempo per un sindacalista morto si sarebbe dichiarato uno sciopero generale: ““Certo constatiamo con amarezza che la solidarietà degli altri sindacati è stata piuttosto tiepida e se da un lato questo non ci stupisce visto che le vediamo tutti i giorni davanti ai magazzini e vediamo quello che firmano, crediamo però che quello che è accaduto con l’omicidio di Adil possa essere un’occasione per andare uniti verso obiettivi comuni. Abbiamo notizie che la base della Cgil e della Fiom sta indicendo degli scioperi spontanei e che diverse fabbriche entreranno in sciopero le ultime 4 ore del turno. Ci piacerebbe che questo si estendesse perché qui non è questione di SiCobas o di un altro sindacato, è il movimento dei lavoratori che viene attaccato e la risposta deve essere unitaria”.

Per chi volesse sostenere i famigliari di Adil e le spese legali del processo è possibile farlo anche a mezzo bonifico al seguente IBAN

IT23O3608105138254343954358

oppure a mezzo ricarica Postepay a:

5333171076048723

Intestato in entrambi i casi a Raffaella Crippa.
Causale: Cassa di resistenza Adil

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