A tu per tu, in esclusiva, con Felice Tufano, nocchiere blucerchiato - Genova 24
Il personaggio

A tu per tu, in esclusiva, con Felice Tufano, nocchiere blucerchiato

La bella cavalcata della Sampdoria Primavera, conclusa in vetta nella 'regular season' ed interrotta da Dea bendata e Dea bergamasca… merito del mister e di un manipolo di ragazzi che faranno strada nei professionisti

Genova. Quando nell’agosto dell’estate scorsa la Primavera blucerchiata è stata affidata a Felice Tufano, abbiamo gioito sulle pagine di Genova24 ed Ivg, certi che il ritorno del tecnico di origini bresciane, ma savonese d’adozione, sarebbe stato foriero di buoni risultati, avendo avuto modo di poterlo vedere al lavoro, da vicino, una ventina di anni fa, quando, al termine di una incredibile cavalcata, aveva portato gli striscioni biancoblù in Serie C2…

Eppure, confessiamo ora, che mai avremmo pensato che il suo “far bene” sarebbe arrivato a portare il nuovo gruppo (che rispetto all’anno prima – allenato da Marcello Cottafava – aveva perso pezzi da novanta, come Pompetti, D’Amico, Gerbi e Stoppa) a conquistare i play off, addirittura dall’alto del primo posto in classifica nella ‘regular season’, quando invece l’obiettivo di partenza del club era quello della salvezza.

Un “mea culpa” che recitiamo volentieri, perché avremmo dovuto ricordare che Tufano, nelle sue precedenti esperienze alla Samp, aveva svezzato, tanto per fare solo un paio di esempi, lo spagnolo Pedro Obiang e l’argentino Mauro Icardi… come pure non avrebbe dovuto sfuggirci il fatto che Tufano aveva già allenato questo gruppo nelle Under 17 e 18 e sapeva dunque di avere una bella rosa fra le mani…

Certo che forse nemmeno lui poteva immaginare di arrivare tanto in alto…

Come già sapranno i lettori che ci seguono, quest’anno non abbiamo perso nemmeno una partita della Primavera, restando sempre più piacevolmente sorpresi dalla crescita esponenziale dell’intero gruppo, plasmato dalla sapiente mano di Tufano, che conosce a menadito (e sa insegnare) tattiche e schemi, ma soprattutto sa toccare le corde dei sentimenti dei suoi ragazzi, cementando il gruppo, molla indispensabile di ogni successo…

E’ con grande piacere, quindi che ci apprestiamo ad intervistarlo, in un “a tu per tu”, in esclusiva per i lettori del gruppo Edinet (Ivg.it, Genova24.it).

Felice, non posso che partire dai complimenti, per quanto siete riusciti a fare in questo Campionato, dopo la ripresa, segno evidente che con la tua professionalità, sei riuscito a tenere in forma fisica e mentale i ragazzi, anche in tempi in cui le quarantene la facevano da padrone…

“Il merito va attribuito principalmente al grande  lavoro di tutto lo staff (Maroni, Folle, Disderi, Di Barbaro, Farina, Viviani), oltre a tutte le componenti societarie, che ci hanno permesso di non fermarci mai, nel rispetto delle relative norme sanitarie”.

Quali sono state le motivazioni (o che molla hai usato) per inculcare nei giocatori la convinzione che potevate arrivare a giocarvi il titolo di Campioni d’Italia?

“Nessuna molla, solo un lavoro partito con il gruppo delle Under 17 e 18, implementato da qualche ragazzo del 2003 ed altri della Primavera dell’anno prima… Far cementare questo gruppo, ha consentito di performare l’exploit finale, dopo aver avuto un inizio un po’ stentato, anche se già da subito si intravvedeva che vi erano ottime prospettive, a partire dalla prima partita post pausa, quella vinta per 3-1 ad Ascoli”.

E quando hai capito che era davvero un traguardo raggiungibile? Personalmente sono rimasto favorevolmente impressionato – la prima volta – lo scorso febbraio, quando – a Vinovo – avete rifilato quattro pappine alla Juventus, rimontando il goal bianconero iniziale… e poi ne ho avuto conferma un mese dopo, a Bogliasco, quando avete messo sotto l’Inter per 2-1…

“E’ vero, la consapevolezza è arrivata quando ci siamo accorti di poter giocare alla pari con squadre di grande blasone, addirittura da noi battute, ma a dire il vero la crescita è stata costante, dimostrandoci la validità del lavoro impostato, con i ragazzi che ‘ci venivano dietro’, assorbendo quanto noi volevamo loro inculcare e cioè la bontà di quanto stavamo facendo”.

L’apoteosi comunque è arrivata con la ‘manita’ rifilata al Torino, nell’ultima giornata di campionato… Ti ho visto uscire dal campo e da ogni tuo poro traspariva l’orgoglio che ti procuravano i tuoi ragazzi… raccontaci cosa hai detto loro negli spogliatoi, a fine partita…

“Mi sono complimento per quanto da loro fatto, ma ho anche detto che l’impresa, per quanto storica, poteva ancora essere ulteriormente arricchita e sinceramente ci siamo andati molto vicini“.

Hai ragione… la dea bendata non vi ha aiutato contro la Dea bergamasca… quella traversa, su punizione, di capitan Trimboli grida vendetta… Penso proprio che meritavate almeno il pareggio, come pure che abbiate pagato a caro presso l’assenza di Nik Prelec… Non ci voleva proprio l’infortunio, che lo ha tagliato fuori dai play off… Se avesse avuto lui sui piedi quella palla che Daniele Montevago non ha saputo indirizzare in porta, indeciso fra il tiro e l’assist ad Antonis Siatounis… E’ anche vero che con i se ed i ma non si vincono le partite, ma tutti coloro che hanno visto il match, hanno dichiarato che siete usciti a testa alta, dando un grande attestato di amore per la maglia, esternato anche con qualche tenera lacrima dei ragazzi… vedi Lorenzo Di Stefano…

“Ai punti avremmo di certo meritato di più… a parte i primi e gli ultimi cinque minuti del primo tempo, abbiamo avuto tante occasioni, che avremmo dovuto sfruttare meglio, ma è pur vero che il nostro, è stato il secondo miglior attacco del campionato… Siamo stati castigati da un jolly abbastanza casuale, ed a quel punto ci siamo un po’ imbambolati e preso il secondo goal, ma nel secondo tempo abbiamo fatto noi la partita ed accorciato le distanze. Peccato che abbiamo continuato a fare qualche errore sotto porta, che ci ha penalizzato… ma ripeto ai punti avremmo meritato molto di più”.

Ecco, visto che ho buttato là qualche nome, vediamo se riesco a farti sbilanciare sulle prospettive future dei tuoi ragazzi…  In porta, hai alternato spesso Ivan Saio e Petar Zovko

Del giovane bosniaco ci ha parlato molto bene  – in una nostra recente video intervista – il suo connazionale Vedim Music… Di solito altri mister preferiscono battezzare un titolare per dare maggior tranquillità al prescelto… ma tu hai dimostrato, col loro buon rendimento, che non è una regola fissa…

“L’avvicendamento è stato imputabile al calendario che prevedeva tante partite ravvicinate… Sono due ottimi portieri, dall’alto profilo, che si toglieranno, in futuro, le loro belle soddisfazioni… Hanno in effetti caratteristiche diverse…Saio più impostato, Zovko ha dalla sua una freddezza caratteriale incredibile… Faranno strada entrambi”.

Il trio difensivo Luigi Aquino-Antony AngileriAdam Obert, credo sia stato fra i migliori del torneo ed almeno per un paio di loro, vedo un futuro da professionisti…

“Indubbiamente sono dei profili di alto livello, con caratteristiche abbastanza diverse, che hanno avuto una crescita non indifferente. Concordo sulle loro possibilità future, anche se obiettivamente non è facile adesso ipotizzare a quale livello, perché sono tante le componente che lo determinano”.

Gerard Yepes Laut, Siatounis,  capitan Trimboli, ma anche Michael Brentan, compongono un centrocampo eterogeneo, con lo spagnolo ‘volante central’ alla Torreira, il greco uomo davvero ovunque (che sembra però destinato al Monza a parametro zero) e col capitano, che a me ricorda il primo Soriano…

Sono quattro ragazzi con caratteristiche complementari, che si sono ben sposati fra loro… Brentan è arrivato dalla Juventus l’anno scorso, mentre gli altri tre hanno fatto tutto il percorso con noiYepes è il classico  metronomo ed ha dimostrato che i centimetri non sono tutto, tanto è vero che vince anche tanti contrasti aerei… ha grande capacità di lettura del gioco,  mentre a Trimboli, nel corso della sua crescita, gli abbiamo cambiato ruolo: prima faceva il centrale di centrocampo, mentre noi eravamo convinti che fosse in grado di giocare a tutto campo… ed ora siamo in presenza di un ragazzo che ha le competenze per iscriversi al calcio dei grandi”.

Mi ha fatto una grande impressione la facilità di corsa sulle fasce di Emanuel Ercolano, che sa coprire e soprattutto puntare l’uomo ed il sapiente piede mancino di Simone Giordano… dai suoi cross sono nate tante palle goal, per non parlare delle punizioni e dei corner…

“Per tutti e due è facile presagire un futuro importante, stante le loro elevate qualità tecniche; hanno avuto un ottimo rendimento per tutta la durata del torneo”.

Nik Prelec ha una struttura fisica che a qualche vecchio tifoso ha ricordato “Nordhalino” o “Bisontino”  Cristin, mentre l’incisività e la freddezza in zona goal di Di Stefano, lo hanno fatto accostare all’altra punta del Doria degli  anni ‘60, il “Corvo” Fulvio Francesconi…  Che mi dici di loro?

“Sono due ragazzi che  hanno dimostrato di avere una buona intesa sul campo, come testimoniamo i loro numeri (ndr, leggi goal). Prelec ha grande potenza fisica ed ha finalizzato molto, oltre a fare assist ai compagni.   Di Stefano ha avuto una crescita esponenziale… Ha ottime qualità e lo sapevamo;  aveva qualche lacuna da completare, ma ci ha lavorato sopra e quest’anno ne ha raccolto i frutti. Se poi devo accostare Di Stefano ad un giocatore che mi piace molto, faccio il nome di Pablo Rodriguez del Lecce.  Comunque, non dimentichiamoci di chi ha dato un grande contributo quando è stato  chiamato in causa, e cioè Somma, Napoli,Canovi, Gaggero, Marrale, Francofonte, Malagrida, Montevago, Yaye Mpie, Krawczyk, che spesso quando sono entrati hanno fatto la differenza”.

Concordi con noi che molti di questi ragazzi  meritano di essere portati nel ritiro pre campionato per consentire  al nuovo mister di scoprire se potranno far parte della rosa della prima squadra?

“Per la stima, l’affetto e la  considerazione, che ho per questi ragazzi, li manderei tutti, ma è chiaro che non sarà possibile…  Però tre o quattro sono senz’altro meritevoli di essere presi in considerazione (il mister giustamente non fa nomi, quindi proviamo ad esporci noi: Prelec, Di Stefano, Trimboli, Yepes, Aquino, Angileri, Ercolano, Giordano).

Chiudiamo senza fare domande al mister sul suo futuro… ci permettiamo solo di esprimere il nostro auspicio di continuare a vederlo far crescere nuove leve blucerchiate… lo merita il finto burbero Tufano ed ancor più la Sampdoria…