2 giugno, il nuovo prefetto di Genova: "Ora rischiamo una crisi occupazionale, serve unità" - Genova 24
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2 giugno, il nuovo prefetto di Genova: “Ora rischiamo una crisi occupazionale, serve unità”

La cerimonia nel palazzo della Prefettura per la festa della Repubblica, Franceschelli: "Concreti spiragli di ritorno a una vita normale, ma serve la massima attenzione"

Generico giugno 2021

Genova. “I mesi che verranno hanno bisogno della massima attenzione perché dovremo affrontare le conseguenze economiche e sociali della pandemia e una possibile crisi occupazionale“. Lo dice il neo prefetto di Genova Renato Franceschelli durante la cerimonia per i 75 anni della Repubblica. Presenti l’assessore regionale Ilaria Cavo, il vicesindaco di Genova Massimo Nicolò, le autorità civili e militari liguri.

“La campagna vaccinale e la correttezza dei comportamenti tenuti aprono concreti spiragli di ritorno a una vita normale in una regione come la Liguria che ha dimostrato sorprendenti capacità di reazione e resilienza, la ripresa è possibile e vicina. Ma serve unità. Il mio lavoro sarà incentrato nel dialogo con i sindaci”, sottolinea Franceschelli.

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera, l’inno di Mameli ed è stato letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ricordato “l’impatto della crisi pandemica provocato sugli anziani e i giovani del nostro Paese”. “Nella Festa della Repubblica il nostro commosso omaggio va a tutti coloro che sono stati colpiti dal contagio e hanno perso la vita, – prosegue Mattarella – con un carico di sofferenza che appartiene a tutta la collettività”.

“Quest’anno il presidente della Repubblica dimostrando una particolare sensibilità ha destinato una consistente parte delle onorificenze a quanti si sono particolarmente distinti nel periodo della pandemia: – spiega Franceschelli – medici, infermieri, incaricati del soccorso pubblico e di protezione civile, intere categorie a cui va la nostra gratitudine”.

Il prefetto di Genova ha quindi consegnato le onorificenze al merito della Repubblica italiana e le e medaglie d’onore ai familiari dei cittadini deportati e internati nei lager nazisti.

Hanno ricevuto il riconoscimento 27 cittadini che si sono distinti per “l’impegno costante, i meriti lavorativi acquisiti e la dedizione verso iniziative sociali ed umanitarie”. Il prefetto ha evidenziato lo “spirito di coesione” con cui il sistema sanitario, le istituzioni e l’associazionismo e i singoli hanno affrontato l’emergenza pandemica in Liguria.

“Le onorificenze al merito della Repubblica italiana che questa mattina ho avuto l’onore di consegnare a nome di Regione Liguria raccontano storie di persone, di volontari, di dipendenti pubblici che in questo anno si sono contraddistinti per l’impegno speciale e la dedizione con cui, con il loro lavoro, hanno aiutato a fronteggiare la pandemia: sono storie di medici rimasti anche quattro mesi senza vedere i loro familiari, di giovani e instancabili operatori della protezione civile, di volontari di strutture residenziali per disabili che hanno saputo riorganizzare il sistema. La loro commozione, oggi, di fronte alle pergamene consegnate è l’immagine più efficace della festa della Repubblica; l’esempio, per tutti, di un paese che ha trovato le forze per superare un anno difficilissimo e ora ha una solida base per la ripartenza”, ha commentato l’assessora alla Cultura Ilaria Cavo.

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