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Viadotto Valle Ragone, l’ispettore Migliorino: “Autostrade sapeva dei rischi ma non è intervenuta”

La rivelazione in commissione Trasporti: una relazione di Aspi del 1° ottobre 2020 evidenzia che il viadotto non era a norma. La società: "Sempre agito con la massima correttezza"

Il viadotto Valle Ragone dell'autostrada A12

Genova. Autostrade sapeva che il viadotto Valle Ragone dell’autostrada A12, chiuso improvvisamente al traffico dei mezzi pesanti la settimana scorsa dopo le verifiche del ministero delle Infrastrutture, non rispettava le condizioni di sicurezza imposte dalla legge, ma non è mai intervenuta per metterlo a norma. È quanto è emerso durante la seduta delle commissioni riunite Trasporti e Ambiente della Camera con la partecipazione del super-ispettore Placido Migliorino.

“Seppure Aspi disponeva di una relazione a firma di un progettista che denunciava il mancato raggiungimento degli standard di sicurezza prescritti dalle norme, la società concessionaria aveva omesso di effettuare qualsiasi intervento di mitigazione del rischio – è quanto si legge nella relazione presentata alle commissioni da Migliorino e letta dalla presidente Raffaella Paita – Di conseguenza l’attività ispettiva del Mims ha consentito di evidenziare le anomalie sopra citate disponendo i necessari interventi per garantire la sicurezza della circolazione e la tutela della pubblica incolumità”.

La relazione alla quale Migliorino fa riferimento è datata 1° ottobre 2020. Autostrade, come rimarcato anche nelle ultime ore, aveva garantito che quel viadotto era sicuro in base ai controlli semestrali obbligatori. Ma durante le ispezioni del ministero per verificare l’adeguamento agli standard di sicurezza previsti dalla legge erano emerse alcune anomalie.

Le condizioni di sicurezza non erano soddisfatte per quanto riguarda i carichi orizzontali, quelli dovuti alla frenatura dei mezzi pesanti – ha spiegato oggi Migliorino -. Per gli apparecchi di appoggio il coefficiente di sicurezza era pari a 0,67 e le opere si considerano sicure quando il coefficiente è superiore a 1. Per le pile il coefficiente si attestava sull’ordine di 0,5, cioè la resistenza era la metà delle forze che agiscono dall’esterno”.

Queste valutazioni, che secondo Migliorino erano già note ad Autostrade in base ai controlli precedenti, “avrebbero dovuto imporre di attuare già da tempo interventi di mitigazione del rischio. Nel momento in cui si scopre che non sono rispettati a norma di legge gli standard minimi imposti dal legislatore è ovvio che l’infrastruttura non può continuare a essere gestita ignorando il problema”. Le linee guida di riferimento, benché adottate operativamente nel 2020, risalgono a una legge del 2018 e “in realtà si tratta di norme già consolidate perché gli argomenti tecnici risalgono a normative del 2008”, ha fatto presente il super ispettore del Mims.

Nei giorni successivi il viadotto è stato sottoposto a un intervento urgente da parte di Autostrade e riaperto ai mezzi sopra le 3,5 tonnellate. “L’intervento è consistito nel fare in modo che l’azione di frenatura non si scaricasse sulle pile, questo è stato possibile collegando i diversi impalcati perché i carichi gravassero sulle spalle, dove invece erano soddisfatte le condizioni di sicurezza – ha spiegato l’ispettore del ministero -. Gli interventi però non sono finiti. Aspi è già stata attivata per redigere un progetto definitivo che tenga conto anche delle azioni sismiche: anche per queste il viadotto ha un deficit prestazionale”.

I controlli a campione del ministero al momento hanno riguardato 58 viadotti su 512 e 81 gallerie su 285 rispetto alla rete gestita da Autostrade per l’Italia in Liguria. “Se durante l’ispezione viene rilevato che lo stato di ammaloramento di un’opera d’arte non è coerente con gli standard di sicurezza, viene prescritto un intervento di mitigazione del rischio”, ha precisato Migliorino.

“Non sono documenti che io conosco se non quando vado a fare verifiche ispettive – ha concluso l’ispettore parlando della relazione di Aspi che evidenziava i problemi sul viadotto Valle Ragone -. Se nell’ottobre 2020 avessi avuto queste relazioni non me le sarei tenute nel cassetto: sarei andato a verificare la sera stessa”.

In serata è poi arrivata la risposta di Autostrade in una nota: “Su tutta la propria rete e per quanto riguarda lo specifico caso del viadotto Valle Ragone sull’autostrada A12 ha sempre agito nella massima correttezza tecnica. Con spirito di trasparenza, Aspi evidenzia che lo scorso ottobre i progettisti esterni incaricati della verifica dell’opera non hanno evidenziato la necessità di provvedimenti limitativi con effetto immediato, in quanto il viadotto garantisce una resistenza alla frenatura dei mezzi pesanti ben tre volte superiore ai requisiti della norma con cui è stato progettato negli anni ’60 (mentre la nuova normativa per i viadotti di nuova costruzione prevede un adeguamento a 5 volte)”.

“In generale, è improprio assimilare le verifiche e gli interventi relativi agli adeguamenti per le nuove norme con le attività di sorveglianza di legge trimestrali e annuali, che hanno già certificato lo stato del Valle Ragone e delle altre opere. E’ questa infatti la tipologia di controlli deputata a monitorare costantemente le condizioni di sicurezza delle infrastrutture, i cui esiti vengono tempestivamente condivisi con il Mims ogni tre mesi tramite la piattaforma digitale Ainop”, è la contestazione che Aspi muove al ministero.

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