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Denuncia

Vandalismo, droga e risse in Darsena, la rabbia dei pescatori: “Situazione insostenibile”

Sbandati e scontri negli spazi in concessione lungo la calata: "Serve un intervento urgente delle forze dell'ordine"

Darsena genova

Genova, Atti di vandalismo, spaccio, risse e scontri: la situazione della Darsena di Genova è da tempo ormai insostenibile per la presenza di un numero sempre maggiore di persone che continuano, indisturbate, a gozzovigliare lungo la calata. A denunciarlo sono i pescatori che lamentano anche l’invasione degli spazi che hanno in concessione (reti, molo, banchine galleggianti) e reclamano “un intervento decisivo per allontanare e aiutare queste persone sicuramente in difficolta, ma che non permettono ai pescatori di lavorare in sicurezza”.

“Abbiamo più volte chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che però, essendo Genova una grande città da gestire, non sempre riescono ad essere presenti – afferma Daniela Borriello responsabile Coldiretti Impresa Pesca Liguria, nonché presidente dell’Associazione pescatori liguri, concessionaria dell’area – Purtroppo, nel tempo, la situazione, a livello di sicurezza, è diventata insostenibile e le persone che bivaccano nell’area continuano ad aumentare e, sia di giorno sia di notte, sotto effetto non di rado di alcool e droghe, mettono a rischio l’incolumità delle attrezzature, aumentando anche il rischio d’incendio, nonché l’incolumità dei pescatori che non possono operare liberamente per svolgere la propria professione”.

“Riconosciamo il lavoro messo in campo dal Comune di Genova a seguito delle nostre segnalazioni e della polizia locale, ma riteniamo indispensabile che anche la Prefettura prenda atto del problema e intervenga in modo decisivo – continua Borriello -. Il Comune di Genova ha già portato la questione all’attenzione del comitato per l’ordine e la sicurezza, ma ad oggi la situazione rimane sempre la stessa. Tutte le persone vanno aiutate, soprattutto in un anno così difficile, ma non bisogna far finta che il problema non esista a discapito di quanti in porto ci lavorano”. 

“I nostri pescatori  –  affermano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria e Bruno Rivarossa, delegato confederale – sono titolari e paganti di una concessione per lavorare in banchina, ma purtroppo dobbiamo constatare che, nonostante le innumerevoli segnalazioni fatte in questi anni, ad oggi non hanno alcuna tutela da soggetti che continuano a distruggere le reti e le utilizzano anche come riparo per atti illeciti, mettendo in pericolo se stessi, le altre persone e impedendo fortemente il normale svolgimento del lavoro dei nostri pescatori”.

“È una situazione che, se lasciata così, può solo degenerare e pertanto riteniamo serva un intervento urgente anche attraverso il coordinamento delle forze dell’ordine. Chiunque lavori deve farlo in totale sicurezza e se qualcuno non rispetta le regole della società deve essere allontanato. I nostri pescatori, che sono un’eccellenza professionale e una tutela ambientale per l’intera area costiera, non possono permettersi altre perdite, soprattutto in un anno già reso particolarmente difficile dalla pandemia e dalle perdite economiche da essa derivate”, concludono i rappresentanti di Coldiretti.