Val Bisagno, inaugurata la "Casetta dei Filtri" dell'Acquedotto Storico: "Diventi parco-museo di tutta la città" - Genova 24
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Val Bisagno, inaugurata la “Casetta dei Filtri” dell’Acquedotto Storico: “Diventi parco-museo di tutta la città” fotogallery

La struttura del 1800 è ora aperta al pubblico e introduce allo spettacolare ponte sifone del Geirato

Genova. Inaugurata e aperta al pubblico questa mattina la ‘Casetta dei filtri’ dell’Acquedotto Storico di Genova, presso il Ponte Sifone di via San Felice, da oggi nuovo presidio turistico per la grande infrastruttura della Val Bisagno.

La casetta, costruita nel diciannovesimo secolo per incanalare le acque nel nuovo ponte sifone che tagliava la valle del Geirato, facendo risparmiare diversi chilometri di tracciato, sarà aperta al pubblico ogni secondo sabato del mese, permettendo la visita della struttura e introducendo i visitatori al percorso del ponte, oltre ad ospitare altre esposizioni e mostre legate al territorio.

Il ponte sifone del Geirato, gemello di quello si Staglieno progettato dal Barabino, permette all’acqua di “saltare” la vallata, sfruttando il principio dei vasi comunicanti: se in un tubo fatto ad U si introduce da uno dei due lati del liquido, questo risale nell’altro lato del tubo ad un livello pari a quello dell’altro lato. Nel caso degli acquedotto alle estremità dei ponti esistono delle grandi cisterne che permettono l’accumulo d’acqua, posizionare però a quote differenti (più bassa a valle), per garantire il flusso.

“Siamo molto contenti di questa traguardo – spiega il presidente del Municipio Media Val Bisagno Roberto D’Avolio – perchè la casetta dei filtri è un importante monumento della storia della nostra città. Un obiettivo voluto dal territorio e dalle tante associazioni di volontari che da tempo si prendono cura di questo grande tesoro della nostra città”.

“Questa è una delle poche strutture che ripartivano le acque dell’acquedotto, e che serviva anche per filtrare e fermare eventuali trascinamenti”, spiega Giovanni Zai, presidente della Federazioni Associazioni Acquedotto Storico di Genova. “Noi speriamo che questo grande museo naturale diventi un museo a cielo aperto di tutta la città – ha chiosato Giordano Bruschi, del circolo Sertoli e icona dell’attivismo di tutta la Val Bisagno – e che come ogni museo non sia lasciato alla sola responsabilità dei tanti volontari, ma che venga curato e gestito con impiegati e manutenzioni della civica amministrazione”.

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