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Stesso incarico

Strage funivia Mottarone: uno dei fermati è il direttore d’esercizio della funivia di Rapallo

Enrico Perocchio è uno dei tre fermati. Nella notte le prime ammissioni: freno d'emergenza disattivato consapevolmente

funivia rapallo montallegro

Rapallo. C’è anche Enrico Perocchio, direttore d’esercizio della funivia del santuario Nostra Signora di Montallegro a Rapallo, tra i fermati per la strage della funivia Stresa-Mottarone. Perocchio occupa l’incarico di capo servizio anche nell’impianto dell’incidente.

Durante la notte gli interrogatori e le prime ammissioni: il forchettone che impediva di attivarsi al freno di emergenza è stato lasciato sulla cabina volontariamente. Lo afferma il comandante provinciale dei carabinieri di Verbania, tenente colonnello Alberto Cicognani ai microfoni di Buongiorno Regione, su Rai Tre.

Intanto il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco contattato da Genova24 assicura: La nostra funivia è ben mantenuta e fortemente finanziata con tantissime verifiche per quanto riguarda la sicurezza. Non c’è mai stato un atto di superficialità”. Sulla funivia, assicura Bagnasco, “abbiamo fatto forti investimenti. Per la manutenzione spendiamo 300-400mila euro all’anno, ci teniamo molto. Bisogna tenerla sempre in manutenzione costante. L’ultimo controllo è stato fatto 10-15 giorni fa”.

Quella di Rapallo è l’unica funivia funzionante in Liguria ed è praticamente analoga alla Stresa-Mottarone, sia per dimensioni sia per modalità di funzionamento. L’impianto, inaugurato nel 1934, collega la valle del rio San Francesco con il santuario di Montallegro. È lunga 2,4 chilometri e copre un dislivello di 600 metri.

Numerosi sono stati negli anni gli interventi di adeguamento e manutenzione. Nel 2020 un fulmine aveva danneggiato un cavo e l’impianto era stato chiuso. Dopo una serie burrascosa di passaggi di proprietà e di gestione, attualmente la funivia è di proprietà del Comune di Rapallo e dal 2006 l’esercizio e la manutenzione sono affidati alla ditta Doganaccia 2000 con sede nel pistoiese. Il direttore d’esercizio è appunto l’ingegnere Enrico Perocchio, che invece ricopriva l’incarico di caposervizio per la funivia Stresa-Mottarone.

Nei confronti dei tre fermati, per i quali la procura di Verbania chiederà nelle prossime ore la convalida del fermo e la misura cautelare, è stato raccolto quello che il procuratore Olimpia Bossi definisce “un quadro fortemente indiziario”. L’analisi dei reperti ha infatti permesso di accertare che “la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso”.

Il ‘forchettone’, ovvero il divaricatore che tiene distanti le ganasce dei freni che dovrebbero bloccare il cavo portante in caso di rottura del cavo trainante, non è stato rimosso.

Secondo gli inquirenti si tratta di un “gesto materialmente consapevole”, per “evitare disservizi e blocchi della funivia”, che da quando aveva ripreso servizio, da circa un mese, presentava “anomalie”.

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