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Poche prove

Strage di Mottarone: libero Perocchio, direttore anche della funivia di Rapallo

"Sono contento di tornare dalla mia famiglia, ma sono disperato per le quattordici vittime"

funivia rapallo

Genova. “Sono contento di tornare dalla mia famiglia, ma sono disperato per le quattordici vittime”. Lo ha detto il direttore di esercizio della funivia del Mottarone, Enrico Perocchio, direttore di esercizio della funivia del Mottarone e di quella di Rapallo, lasciando il carcere di Verbania dopo che il gip lo ha rimesso in libertà.

“L’errore è stato mettere i forchettoni per ovviare ad un problema che si sarebbe risolto – ha aggiunto -. Se avessi saputo che erano stati messi non avrei avvallato la scelta, in carcere stavo male per le persone mancate e per la mia famiglia”. Ha chiarito che “fisicamente non toccava a me guardare” se i forchettoni sui freni erano rimasti inseriti. Tutte le manutenzioni sono state fatte – ha aggiunto – ora vedremo dalle analisi, io quel giorno sono partito immediatamente appena ho saputo della strage, mi sono sentito morire quando ho saputo delle accuse dei pm, ho sentito come un macigno addosso. Non so perché Tadini abbia detto che io ho avallato la sua scelta”, ha proseguito.

Il gip Donatella Banci Buonamici che lo ha scarcerato scrive: “Palese è al momento della richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare la totale mancanza di indizi a carico di Nerini e Perocchio che non siano mere, anche suggestive supposizioni”. Il gip parla di “scarno quadro indiziario” ancora “più indebolito” con gli interrogatori di ieri. Nel crollo della cabinovia domenica scorsa ci sono stati 14 morti e un bambino di 5 anni è rimasto ferito.

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