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Come sarà

Spiagge libere, Genova conferma il numero chiuso ma addio sacchetti segnaposto

Regole più semplici: ogni persona dovrà avere 4 metri quadrati. Torna l'app SpiaggiaTi per verificare l'affollamento in tempo reale

Genova. Spiagge libere a numero chiuso monitorabili in tempo reale tramite l’app SpiaggiaTi, già sperimentata con successo la scorsa estate, ma senza sacchetti per segnare i posti. È questa l’impostazione che seguirà quest’anno il Comune di Genova per garantire il rispetto delle norme anti-Covid sul litorale aperto al pubblico durante i weekend.

L’auspicio, nelle scorse settimane, era quello di evitare del tutto forme di contingentamento mantenendo solo un presidio mobile per vigilare sul distanziamento, ma la conferma delle linee guida per gli stabilimenti balneari induce Tursi a conformarsi alle medesime regole, anche per evitare disparità di trattamento.

A spiegarlo è il consigliere delegato alla protezione civile Sergio Gambino: “L’impostazione sarà quella che avevamo seguito l’anno scorso. Su alcune spiagge, però, ci limiteremo a organizzare un controllo dinamico senza definire un numero massimo di accessi: sarà il caso di Voltri e Multedo, che non erano mai andate oltre il 70% di saturazione”.

Le regole in realtà saranno più semplici che in passato. Rispetto al modello originario pensato per l’estate 2020, che prevedeva due terzi della spiaggia dedicata a nuclei familiari con stalli da 10 metri quadrati e un terzo riservato ai single, si applicherà un criterio valido per tutti: ogni bagnante dovrà avere a disposizione circa 4 metri quadrati (come essere al centro di un quadrato di lato 2 metri) e in base a questa indicazione si calcolerà la capienza massima per ogni spiaggia.

A quel punto sarà sufficiente verificare che non entrino più persone del consentito: se saranno singoli dovranno mantenere le distanze da tutti gli altri (in teoria anche le compagnie di amici), mentre i conviventi potranno stare tutti vicini. In ogni caso non ci saranno più i famigerati sacchetti segnaposto, prima di plastica e poi di juta, che erano finiti al centro della polemica.

Con l’app si potrà verificare l’affollamento delle spiagge, ma non prenotare. Come l’anno scorso gli accessi saranno presidiati da personale della protezione civile, volontari di diverse associazioni, forse percettori di reddito di cittadinanza, ma anche dai gestori degli stabilimenti balneari confinanti che in cambio avranno ancora la possibilità di noleggiare sdraio e ombrelloni agli utenti delle spiagge libere. Questo modello era stato applicato nel 2020 a Vesima, San Giuliano e Multedo. “Riprenderemo i contatti con tutti per capire in quanti sono disposti a darci una mano”, spiega Gambino.

In tutto si stima l’impiego di circa 50 persone al giorno nei fine settimana, mentre nei giorni feriali non ci sarà il numero chiuso ma solo controlli anti-assembramenti. Allo stesso modo anche nei weekend le spiaggette più piccole, come Boccadasse e Capolungo, saranno tenute sott’occhio da polizia locale e protezione civile, ma senza un presidio fisso sul posto.

Da parte del consigliere delegato alla protezione civile resta ancora la speranza di poter allentare un po’ le regole, anche in riva al mare: “Il clou della stagione sarà tra luglio e agosto. Noi ora applicheremo le regole degli stabilimenti balneari, vedremo se le restrizioni andranno avanti per tutta l’estate o meno in base alla situazione dei contagi. Se ci sarà un miglioramento ci adegueremo di volta in volta”.

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