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Scienze della formazione occupata, Genova in Azione: “Impedisce il ritorno in presenza”

"L’occupazione impedisce la sanificazione e l’accesso in sicurezza alle aule universitarie e impedisce sia le attività didattiche che gli esami in presenza"

Genova. “Genova In Azione prende le distanze per gli avvenimenti che si stanno verificando in questi giorni a causa del “Comitato Come Studio Genova” presso la sede universitaria del Dipartimento di Scienze della Formazione. Dal giorno 19 aprile la sede del DisFor in Corso Podestà 2 è occupata. Questa occupazione impedisce il regolare svolgimento delle attività didattiche e il Primo Maggio si è trasformata in una discoteca a cielo aperto, tanta musica e poco rispetto dei distanziamenti e nell’utilizzo delle mascherine”. E’ l’attacco dei militanti genovesi del movimento fondato da Carlo Calenda rispetto all’occupazionee di Scienze della formazione.

“Comportamenti come questi vanno a mettere a rischio la ripresa del lavoro di molte categorie in difficoltà – prosegue la nota di Genova in Azione – lavoro che gli occupanti dicono di voler proteggere. Difendiamo anche il diritto allo studio degli studenti del DisFor che a causa di questa protesta viene di fatto negato. L’occupazione impedisce la sanificazione e l’accesso in sicurezza alle aule universitarie e impedisce sia le attività didattiche che gli esami in presenza”.

E nel merito delle istanze sollevate dal collettivo Come studio Genova la posizione di Genova in Azione è molto distante: “Riteniamo che l’Università non debba completamente omologarsi sulle istanze del mondo produttivo e che debba mantenere una propria autonomia, pensiamo però che una formazione universitaria debba anche fornire competenze spendibili nel mondo del lavoro. Gli occupanti desiderano un’Università che alimenti lo skill mismatch e produca disoccupati o un’Università che formi degli occupati liberi e pensanti?”

“Genova In Azione – conclude la nota – supporta la raccolta firme e la lettera redatta dagli studenti del DisFor per chiedere di poter tornare a svolgere le attività in presenza e auspichiamo che ciò avvenga il prima possibile, per questo motivo rivolgiamo questo comunicato alla stampa e alle istituzioni”.