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Valpolcevera

Rifiuti abbandonati, carcasse d’auto e rischio roghi: la “diga” non è il solo problema di Begato fotogallery

Mirko Carissimo, consigliere municipale del M5s, segnala alcune situazioni di degrado: "La riqualificazione di un quartiere non può limitarsi all’abbattimento di uno stabile se ciò che lo circonda resta privo di dignità"

Genova. Mentre i mezzi meccanici continuano a lavorare alla demolizione della Diga di Begato, una delle operazioni urbanistiche più imponenti degli ultimi anni a Genova, il resto del quartiere si trova a fare i conti con problematiche di degrado che poco hanno a che fare con i grandi progetti.

A raccontare alcune situazioni non più accettabili è il consigliere del municipio Valpolcevera Mirko Carissimo, M5s, residente poco distante dal quartiere Diamante, in zona Valtorbella. “I cittadini delle vie limitrofe alla Diga, come via Sbarbaro, via Cechov costantemente segnalano e denunciano situazioni di difficoltà e pericolo dovuti alla non cura degli spazi comuni e alla numerosa quantità di materiale abbandonato presso i loro stabili”.

Basta pensare al parcheggio di via Maritano poco oltre la Casetta Ambientale (uno dei pochi luoghi di aggregazione sociale del quartiere) e a disposizione dei suoi frequentatori. Le carcasse d’auto sono numerose, così come i rifiuti abbandonati. In questo modo l’utilizzo del parcheggio è limitato e scoraggiato.

“Durante un sopralluogo in via Brocchi – racconta ancora il consigliere – esattamente al civico 13, ho constatato una situazione disastrosa e pericolosa, vicino all’ingresso pedonale del fabbricato è presente un portico, il quale di fatto potrebbe offrire posti auto ai condomini ma che purtroppo è inagibile a causa degli innumerevoli ingombranti di vario genere, anche altamente infiammabili”. Nel caso di un rogo accidentali il pericolo e i danni per gli abitanti dello stabile sarebbero ingenti.

“La demolizione della diga sicuramente è un atto necessario e positivo, ma il decoro e la riqualificazione di un quartiere non può limitarsi all’abbattimento di uno stabile se poi tutto ciò che ruota intorno da sempre dimenticato rimane dimenticato e privo di dignità – conclude Mirko Carissimo – tengo a precisare che tutto il quartiere ha caratteristiche che se curate lo renderebbero un’area fortemente sana per viverci, grazie anche alle realtà associative e di incontro che fanno si che l’unione tra i cittadini vada oltre i disagi presenti”.

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