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Lettera al direttore

La lettera

Primo maggio, la denuncia: “Cassa integrazione Covid ferma a dicembre, situazione indegna”

Un lettore racconta la pesante situazione che sta vivendo la moglie dipendente di un piccolo esercizio commerciale e in cig da oltre un anno

Genova. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore, che già ci aveva scritto a marzo denunciando i ritardi incredibili nell’erogazione della cassa integrazione Covid che mettono in grave difficoltà migliaia di famiglie.

Buongiorno Direttore. Spero che Genova24 possa dare voce ancora una volta al mio sfogo. Lo avete già fatto nel marzo scorso e purtroppo mi ritrovo a denunciare le stesse cose di allora.

Scrivo ancora a nome di mia moglie Elisa, commessa di un piccolo esercizio di alimentari, dal mese di marzo 2020 a oggi in Cassa Integrazione Covid come migliaia di cittadini italiani. Dopo i primi quattro mesi del 2021 l’erogazione di quanto dovuto è ancora ferma al mese di dicembre dello scorso anno, in ritardo di QUATTRO MESI (a oggi) alla vigilia del Primo Maggio, festa dei lavoratori… L’informazione nazionale e regionale e la classe politica al Governo riempiono titoli di giornali e trasmissioni televisive di parole al vento come ristori, aiuti economici ai lavoratori, ripartenza del Paese, pioggia di milioni di Euro dall’Europa, fantomatici Decreti Sostegni.
La realtà dei fatti è la mancanza totale di comunicazione da parte del Ministero competente, una inspiegabile incapacità di garantire mensilmente il minimo supporto economico (si parla di un 65% della retribuzione ordinaria) che dovrebbe rappresentare il diritto sacrosanto per ogni lavoratore che già deve affrontare il disagio psicologico di restare a casa senza poter nemmeno usufruire del sussidio minimo garantito dalla Cassa Integrazione prevista per la pandemia sanitaria e la drastica riduzione di lavoro per molte aziende.

Le stesse che, vista la possibilità e i vantaggi per i propri bilanci di fatturato, non consentono a oggi il ritorno sul posto di lavoro per molti dei propri dipendenti e non lo faranno per molti altri mesi a venire visto l’andamento del mercato. Tutto questo a fronte di sussidi per la disoccupazione e redditi di cittadinanza che invece piovono puntuali nelle tasche di coloro che ne possono usufruire per non meglio precisati criteri di valutazione che preferisco non commentare e nemmeno approfondire.

Nel silenzio generale del Governo Italiano e della quasi totalità dell’informazione, si sta consumando una situazione inconcepibile, avvilente e indegna di un Paese che posso solo definire vergognoso.
Ringraziandovi nuovamente per il tempo che potrete dedicarmi, cordiali saluti.

Marco Cervetto