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Centrosinistra

Pd verso il congresso, per la segreteria genovese è sfida tra Federico Romeo e Simone D’Angelo

Il 29enne presidente del municipio Valpolcevera contro il 33enne vicesegretario provinciale. Lunedì 24 maggio l'assemblea regionale.

Generico maggio 2021

Genova. Nei giorni scorsi il manifesto “Il coraggio di cambiare” lanciato da Simone D’Angelo attraverso i social e sottoscritto da buona parte del partito aveva sancito la prima scesa in campo in vista del congresso provinciale del Pd. Adesso, a sfidare il vicesegretario genovese e responsabile organizzativo, c’è (almeno) un altro candidato: il presidente del municipio Valpolcevera Federico Romeo.

Impossibile non notare la giovane età dei due esponenti politici, 33 anni D’Angelo, 29 anni Romeo (nel 2017 fu il più giovane presidente di municipio mai eletto). Ed è impossibile non notare, almeno sul fronte anagrafico, un’adesione a quella richiesta di rinnovamento lanciata a livello nazionale dal nuovo segretario Pd Enrico Letta.

Lunedì 24 maggio alle 17 si svolgerà l’assemblea regionale che dovrà fissare il timing e le modalità dei congressi provinciale e ligure del Pd. Ancora non si sa che con votazioni chiuse agli iscritti o con le primarie, contemplate dallo statuto ma di difficile organizzazione.

Il segretario regionale uscente Simone Farello aveva assicurato che i congressi si sarebbero tenuti entro il mese di luglio ma si fa sempre più concreta l’ipotesi che per quella data, a essere deciso, sarà solo il segretario provinciale. Di qui i posizionamenti e le prime candidature.

Federico Romeo è sostenuto dal cosidetto fronte +Dem una compagine trasversale che ha espresso in questi mesi svariate critiche all’attuale dirigenza: segretari di circolo come Elena Putti o Gianluca Chiaramonte, ex presidente di municipio come Franco Marenco, l’ex capogruppo in regione Lunardon, l’area pinottiana del partito, e quindi l’attuale segretario Alberto Pandolfo, la lettiana Vittoria Canessa ma soprattutto quegli amministratori che hanno dato vita alla cosidetta corrente dei sindaci, l’ex di Sant’Olcese Armando Sanna e quello di Campomorone Giancarlo Campora.

E’ proprio Armando Sanna, ora vicepresidente del consiglio regionale, a impegnarsi nel primo endorsement alla concezione di Romeo del ritorno a un “partito popolare”: “Io e Federico siamo amici, prima di tutto e abbiamo in comune un percorso molto affine. Una storia fatta di sacrifici, lavoro per i Nostri territori, associazionismo e ascolto delle persone. Federico si candida alla segreteria provinciale del Partito Democratico Genova, in questi mesi, insieme a tante ragazze e ragazzi, uomini e donne del Partito Democratico abbiamo lavorato per dare una prospettiva nuova a questa grande famiglia. Sì, perché al netto delle diverse anime, questo è uno degli obiettivi: unire. Troppo spesso ci si è dimenticati che il Partito Democratico è uno solo. Sono convinto che Federico, con lo stesso spirito e passione con cui ha amministrato e amministra il Municipio V Valpolcevera, possa dare il cambio di passo che serve“.

Ma anche Simone D’Angelo, che ha dalla sua sostanzialmente la maggioranza orlandiana del partito, figure come il capogruppo a Tursi Alessandro Terrile o la sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio (che qualcuno immagina invece già candidata al congresso regionale) oltre ai “decani” del Pd locale, parla della necessità di combattere le divisioni.

D’Angelo, nel suo appello al partito, lancia lo sguardo direttamente alle elezioni comunali del 2022: “Abbiamo il compito di togliere il velo alla Genova città-vetrina costruita da Bucci, basata in realtà sulla centralizzazione dei processi democratici di partecipazione, su strappi valoriali che mortificano la storia di una comunità, su un’idea di città delle eccellenze che nasconde politiche di violenta marginalizzazione dei più deboli, su politiche urbanistiche che premiano le vecchie rendite – si legge nel suo manifesto – il Partito Democratico deve scegliere: contendere alla destra l’egemonia in quel 43% di chi ancora vota o porsi l’obiettivo di ridare fiducia a chi oggi l’ha persa, non basta essere opposizione ma occorre essere alternativa, proporre un’idea di città completamente nuova”.

“Noi – continua D’Angelo – crediamo che le risposte che servono a questa città passino dall’adozione di un’agenda fortemente progressista. A meno di quaranta giorni dalla fine indicata per il suo Congresso, il Partito Democratico di Genova è a un bivio: dare vita a un confronto incentrato sui rapporti tra correnti interne oramai prive di ogni rapporto con la realtà, oppure utilizzare questo momento per lanciare un messaggio alla città di Genova. Il messaggio di un Partito Democratico rigenerato nell’organizzazione e nello spirito, con una proposta politica forte e delle priorità chiare”.

In questo scenario, e qualcosa si capirà dalla assemblea di lunedì, ancora capire come si collocherà la Base Riformista di Pippo Rossetti, oggi minoritaria ma ancora molto influente se non altro come elemento di equilibrio.

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