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Alla foce

Omofobia, in piazza Palermo inaugurata la panchina arcobaleno: “Non è solo un simbolo”

Ma da Liguria Pride è polemica: "È un modo per lavarvi la coscienza". La replica di Arcigay: "Avremmo bisogno del sostegno di tutti"

Genova. È stata inaugurata oggi, nella Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, la panchina arcobaleno in piazza Palermo, una delle prime a Genova e in Liguria insieme a quelle dei giardini Luzzati e di Lavagna. L’iniziativa, sostenuta da Arcigay Genova, è partita dai consiglieri Pd del Municipio Medio Levante Edoardo Marangoni ed Enrico Frigerio, e a verniciarla sono state alcune studentesse volontarie del liceo artistico Paul Klee di Genova.

“Questa panchina serve a dire che tutte le persone, anche quelle Lgbtqi+, hanno cittadinanza – commenta Marangoni -. È bello che sia in una piazza, un posto che tutti vedono, dove i bambini giocano. Speriamo che ci si possa anche baciare su questa panchina”. “Dai simboli partono le riflessioni, piccole o grandi che siano – aggiunge Frigerio -. Questa panchina è stata colorata dalle ragazze del liceo Paul Klee, quindi uniamo un lato artistico e pedagogico a questa installazione, siamo molto contenti”.

Una panchina che “apparentemente è solo un simbolo“, come afferma Claudio Tosi, presidente di Arcigay Genova, perché in realtà “si porta dietro la storia di tante persone e la storia di tanti genovesi e liguri. Sono anni e anni di discriminazioni che noi oggi ricordiamo e affrontiamo”.

Ma a caratterizzare la giornata è anche la polemica innescata dal collettivo Liguria Pride che ha definito l’iniziativa della minoranza del Medio Levante un rainbow washing, cioè un modo di “lavarsi la coscienza” nello stesso Municipio che ha respinto una mozione sul sostegno al ddl Zan, con una maggioranza accusata di offrire una sponda alle associazioni neofasciste (nella stessa piazza la settimana scorsa è stato commemorato Ugo Venturini, operaio ucciso mentre assisteva a un comizio del Msi a Genova).

“Sicuramente resta il fatto che il municipio ha votato no alla mozione sul ddl Zan – ammette Marangoni -. È una posizione politica del Municipio, ma su questa proposta una parte della maggioranza ha votato a favore. Abbiamo pensato che possa essere comunque un buon risultato da prendere, portare a casa e condividere con chiunque voglia vivere la piazza con noi”.

Più dura la replica di Tosi: “Il Municipio ha approvato la preparazione della panchina che però è stata autonomamente preparata e verniciata da Arcigay e dai consiglieri del Pd che l’hanno voluta. Direi che non è un rainbow washing. Sicuramente Arcigay Genova non ha bisogno di fare nessun rainbow washing e anzi ha bisogno di portare tante panchine rainbow in questa città, e avrebbe bisogno del sostegno delle altre associazioni Lgbt“.

Una panchina non è solo un simbolo, ma dal mondo Lgbt arrivano precise richieste non solo sul ddl Zan, ma anche sui temi di competenza delle istituzioni locali: “Il Comune e la Regione dovrebbero finalmente decidere di registrare le coppie dello stesso sesso all’anagrafe, dovrebbero rendersi conto che in questa città ci sono problemi di discriminazione e ancora peggio nel resto della regione. Attendiamo il loro sostegno e sappiamo che prima o poi dovranno affrontare queste decisioni. Noi non ci fermeremo”, conclude Tosi.

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