Nuova sede per il Gaslini? La decisione a fine maggio. E spunta l'ipotesi ex ospedale di Quarto - Genova 24
Trasloco?

Nuova sede per il Gaslini? La decisione a fine maggio. E spunta l’ipotesi ex ospedale di Quarto

Il presidente Garrone: "Dopo fine mese saprete tutto". Ma il Gaslini smentisce ogni ipotesi di trasferimento

Istituto Gaslini Genova

Genova. Sul possibile spostamento totale o parziale dell’istituto pediatrico Gaslini una decisione finale dovrebbe arrivare a fine maggio. A dirlo oggi il presidente Edoardo Garrone a margine della cerimonia per la donazione di attrezzature dal governo degli Stati Uniti: “C’è stato un consiglio di amministrazione dell’istituto lunedì scorso, ci sarà un altro consiglio per il piano industriale e ci sarà un altro consiglio che dovrà approvarlo entro fine mese. Dopo fine mese saprete tutto“, ha assicurato rispondendo alle domande dei giornalisti.

Dunque l’eventualità di un trasloco è ancora sul tavolo. Anche perché nessuno l’ha mai smentita categoricamente. La questione era emersa a gennaio quando indiscrezioni giornalistiche avevano suggerito un probabile trasferimento del Gaslini nell’area ex Mira Lanza di Rivarolo. Nel frattempo quegli spazi sono stati assegnati a una società immobiliare bergamasca che ha in programma di costruire capannoni industriali, headquarter di aziende di vario tipo, ma anche edifici scolastici, residence, hotel e depositi logistici. Tutto tranne che un ospedale pediatrico.

Eppure il governatore Giovanni Toti lo aveva premesso senza troppi giri di parole parlando proprio al Gaslini: “Abbiamo un piano di edilizia sanitaria molto impegnativo nei prossimi 5 anni. Vediamo, lo valutiamo, io non troverei scandaloso pensare a un nuovo progetto edilizio anche per il Gaslini se i tecnici lo avvalorassero, oppure una ristrutturazione di quest’area nel suo sito storico”. Il tutto mentre Garrone si affrettava a gettare acqua sul fuoco: “Non c’è nessun tipo di progetto, e per progetto intendo qualcosa che abbia un minimo di solidità, per poter dire che in prospettiva succederà. Si vede che sono idee antiche, che magari vengono riprese dopo certe fasi. Probabilmente si è immaginato che con una nuova gestione ci potessero essere altri programmi ma allo stato attuale non c’è proprio nulla”.

Oggi il presidente dell’istituto pediatrico, entrato in carica l’anno scorso insieme alla nuova governance, usa altri toni: “Non dico niente, io rispetto i ruoli. È il consiglio di amministrazione che decide il piano industriale del Gaslini che non prevede solo interventi strutturali e impiantistici, ma anche investimenti in tecnologie, organizzazione, sistemi informativi e quant’altro. Non posso dire nulla finché il consiglio non l’avrà approvato”.

Anche Toti oggi ha mantenuto una linea di cautela: “I progetti del Gaslini riguardano ovviamente il consiglio d’amministrazione del Gaslini, dopodiché l’Ircss pediatrico Gaslini fa parte del sistema sanitario regionale. Ovviamente siamo pronti a valutare ogni loro progetto con grande attenzione. Credo che in questo momento ci sia grande attenzione nel rilanciare questa struttura, rilanciare il luogo in cui si trova, implementare alcuni servizi che hanno bisogno di avere maggiore spazio e di questo ci prepariamo a parlare col direttore generale nelle prossime settimane”.

L’apertura di una sede del Gaslini in Valpolcevera al momento sembra poco plausibile, ma non è escluso invece che si cerchino spazi nuovi in cui trasferire alcuni padiglioni, considerata l’obsolescenza delle strutture storiche, un problema di cui ormai non si fa più mistero. Un’ipotesi che inizia a circolare nei corridoi della sanità regionale è quella di un interesse per l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, area che di fatto confina con l’attuale sede dell’istituto pediatrico e che ha ancora oggi una vocazione sanitaria ospitando la casa della salute di Asl 3.

Peraltro la situazione del polo di Quarto è estremamente complicata. L’accordo di programma tra Comune, Regione e Arte per la valorizzazione del complesso immobiliare è fermo dal 2017 per difficoltà al momento insormontabili. L’intesa prevedeva il mantenimento della funzione pubblica per due terzi del complesso, mentre la parte restante avrebbe dovuto essere ceduta a privati per la trasformazione ad uso residenziale e alberghiero. Un fronte aperto è quello con Cassa depositi e prestiti che ha già acquisito alcune aree (tra cui l’ex palazzina delle infermiere in cui sono stati ospitati gli sfollati del ponte Morandi) che aveva in programma di realizzare la nuova sede di Fincantieri.

Proprio ieri sul tema si è tenuta una commissione consiliare in Regione in cui però l’ipotesi di un ampliamento o trasferimento del Gaslini sull’ex ospedale di Quarto non è emersa esplicitamente. “Si è parlato di housing sociale, di un utilizzo finalizzato a servizi e non solo ad abitazioni – spiega il consigliere del Pd Sergio Rossetti che aveva chiesto di affrontare l’argomento -. Noi abbiamo chiesto perché le cose che sembravano più semplici, come il trasferimento dei padiglioni di Arte al Comune, non stia avvenendo. Ad oggi è tutto ingrippato”.

Sull’ipotesi di un trasferimento arriva in serata la smentita del Gaslini: “In riferimento a quanto apparso oggi su alcuni organi di stampa relativamente all’iter del piano industriale l’Istituto Gaslini smentisce la notizia del trasferimento dell’ospedale – si legge nella nota – Il tema non è stato peraltro oggetto di discussione nell’incontro di questa mattina, relativo alla donazione ricevuta dal Governo degli Stati Uniti!.

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