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Battaglia

“Non un passo indietro”, in tanti in piazza a Genova a sostegno del ddl Zan fotogallery

Bandiere arcobaleno, attivisti, famiglie con bambini e anziani davanti al Carlo Felice per chiedere di approvare, e senza emendamenti, la legge contro la violenza e la discriminazione

Presidio Ddl Zan

Genova. “Quando perdiamo il privilegio di essere divers* perdiamo il diritto di essere liber*”. Così sta scritto sul grande striscione collocato in largo Pertini, sotto la statua di Garibaldi, e dietro ai tanti oratori intervenuti al microfono per manifestare a favore dell’approvazione del ddl Zan.

Davanti a loro, sotto il sole di questo sabato mattina, alcune centinaia di persone, uomini, donne, giovani e anziani, famiglie con bambini, attivisti del Coordinamento Liguria Rainbow – che ha fortemente voluto questo presidio – con le bandiere arcobaleno, ma anche esponenti di Agedo, e poi partiti di sinistra, il M5s, rappresentanti del Pd (il disegno di legge è firmato dal deputato Dem Alessandro Zan), sindacati, e tanti semplici cittadini che hanno voluto esprimere concretamente solidarietà con la battaglia che apre la stagione del Liguria Pride. Tutti con mascherina, distanziati per quanto possibile in una piazza non grande, ma nel rispetto delle norme anti-Covid.

“Non un passo indietro” si legge su un altro cartello. Sì perché l’appello del Coordinamento Liguria Rainbow a sostegno è affinché non ci siano più ostacoli, rallentamenti o emendamenti strumentali all’approvazione della legge che propone misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità e aggravanti specifiche per crimini d’odio e discriminazione.

“E’ ora di dire basta – invita il coordinamento Liguria Rainbow – siamo scesi in piazza per far sentire la nostra protesta ai rallentamenti pretestuosi e alle minacce di emendamenti nocivi che la legge Zan sta incontrando in Senato”.

“Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Italia Viva, gruppi e voci singole, dentro e fuori anche a sinistra, stanno minacciando l’approvazione di una legge che è già il minimo sindacale, le ragioni contrarie alla Legge Zan poggiano su menzogne – continua il coordinamento – le stesse usate irresponsabilmente dalla giunta Toti quando ha votato contro la mozione a sostegno del disegno di legge. Facciamo sentire la nostra voce: non c’è più tempo da perdere”.

Nel giorno della grande manifestazione pro legge Zan a Milano – dove sono attese oltre 3000 persone – e a una settimana dall’intervento di Fedez sul palco del primo maggio, il mondo arcobaleno ricorda che il disegno di legge, approvato nel novembre 2020 alla Camera, dopo il primo via libera si è arenato a causa dell’ostruzionismo della Lega e del suo senatore Andrea Ostellari, presidente proprio della commissione Giustizia. Proprio Ostellari – il cui nome è stato fatto più volte oggi in piazza a Genova- è paradossalmente il relatore del ddl al Senato.

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