Quantcast
Questo pomeriggio

Leonardo, la tavola rotonda sull’automazione. I sindacati: “Deve rientrare nel core business”

Presenti tra gli altri il sindaco di Genova Marco Bucci e le segreterie nazionali di Fiom, Fim e Uil

Lavoratori Leonardo

Genova. L’automazione deve rientrare nel core business di Leonardo, anzi, secondo Fim Fiom e Uilm va potenziata e sostenuta. Questo il messaggio emerso oggi nel corso della tavola rotonda aperta alla città sul futuro dell’Automazione di Leonardo.

“In questi giorni in cui i lavoratori sono mobilitati per difendere la permanenza dell’Automazione all’interno di Leonardo, e con questa battaglia anche l’integrità del sito genovese, Fim, Fiom e Uilm – si legge in una nota – hanno pensato e fortemente voluto questo momento di approfondimento e di riflessione, questo per ragionare, tutti insieme, sulle prospettive e sulla necessità di salvaguardare proprio l’Automazione”.

Presenti all’incontro di oggi le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm, con i segretari Michele Zanocco, Claudio Gonzato, Bruno Cantonetti, i segretari territoriali e le Rsu e, tra gli altri, il Sindaco di Genova Marco Bucci, l’onorevole Luca Pastorino, il consigliere regionale Gianni Pastorino, il Presidente di Federmanager Asidai Liguria Marco Avezzano, il capogruppo Pd in Consiglio regionale Luca Garibaldi.

“Difendere il settore Automazione, che deve restare nel sito di Genova e in Leonardo. Siamo contrari alla vendita, Automazione è un’eccellenza radicata a Genova che ha futuro e Leonardo deve investire, non dismettere. Serve un impegno comune per il rilancio e gli investimenti della società sul capoluogo ligure che deve restare centrale nei comparti della logistica e della cybersecurity”, afferma Garibaldi.

Sul tema anche il commento del consigliere e vicepresidente del consiglio regionale Armando Sanna (Pd): “Ho lanciato l’idea al management di Leonardo di provare a ragionare mettendo a sistema il super computer e il rilancio per la divisione di automazione. Questo perché credo che ad investimenti, da una parte o dall’altra, devono corrispondere anche ricadute occupazionali sul territorio che al momento non ci sono”.

“3500 sono i lavoratori interessati dalle crisi sindacali in atto, 15.000 è il saldo negativo di residenti persi durante il 2020 – aggiunge – Come è possibile che non si riesca a vedere in tutto questo una relazione causa-effetto? E’ necessaria una regia della politica, che ha il compito primario di indirizzare e indicare la via per il rilancio del nostro tessuto industriale. Serve un Patto per l’industria che coinvolga le istituzioni, le rappresentanze sindacali e industriali e il mondo della formazione”.

“L’automazione è un asset fondamentale per il nostro Paese e lo stato deve considerarlo in quanto tale: per questo è necessario che tuteli i posti di lavoro di Leonardo a Genova, come ho ribadito la settimana scorsa nel question time con il ministro dello sviluppo economico Giorgetti in seguito alla mia interrogazione parlamentare non diversa da quella di un anno fa sullo stesso tema”, dichiara il deputato ligure di LeU Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera.

Più informazioni
leggi anche
  • Agitazione
    Leonardo, lavoratori in pizza per salvare l’automazione: “Governo non ci convoca, la lotta continua”
    leonardo