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Il caso

Legge Zan, Toti: “La voteremo se sarà modificata, tutti gli ultrà facciano un passo indietro”

Dopo la polemica innescata da Fedez al Concertone del 1° maggio. Riforma Rai? "La facciano, ma non perché la chiede un cantante"

Genova. Sulla legge Zan “occorrerebbe che tutti gli ultrà facessero un passo indietro, da una parte e dall’altra”. È la posizione espressa da Giovanni Toti, presidente della Liguria e leader di Cambiamo!, dopo la polemica innescata da Fedez sul palco del Concertone del 1° maggio

Il tema della violenza e della discriminazione è fuori discussione – argomenta Toti – . È chiaro che chiunque venga discriminato, umiliato, offeso o peggio ferito o picchiato per una sua caratteristiche che sia religiosa, sessuale, umana, va punito severamente. Come al solito, e come sempre in queste leggi, alla fine la gazzarra politica, l’inserimento da un lato e dall’altro di elementi ideologici ci impediscono di fare leggi serie e giuste a vantaggio delle persone e credo che questo sia sbagliato”.

Il disegno di legge contro l’omotransfobia, che prende il nome dal suo relatore alla Camera, il deputato Pd Alessandro Zan, è stato approvato alla Camera il 4 novembre 2020 e il giorno dopo è approdato in Senato. Dopo cinque mesi di discussioni e rinvii, il 28 aprile è stata votata la calendarizzazione in commissione Giustizia, dove verrà discusso il 6 maggio. Il senatore leghista Andrea Ostellari, citato tra gli altri da Fedez nel suo discorso, ha trattenuto la delega come relatore unico.

Il testo, in sostanza, mira a estendere le pene previste dalla legge Reale-Mancino – che già punisce chi incita all’odio, alla violenza o alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali – alle casistiche fondate su sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere. È previsto il carcere fino a 4 anni. Viene anche istituita una “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” il 17 maggio di ogni anno.

Ma i parlamentari totiani la voteranno? “Così com’è – riflette il leader arancione – penso che ci siano alcuni articoli che sono difficilmente digeribili dai senatori di Cambiamo!, quelli che riguardano i reati d’opinione prima di tutto. Su alcuni singoli articoli certamente sì. Se le forze che l’hanno proposta avranno il buonsenso di voler rivedere in aula al Senato un disegno di legge che può portare elementi positivi di civiltà al nostro Paese ma concordandolo anche con le forze politiche”, dice il governatore ligure, il voto sarà favorevole. “Dipenderà molto dalla duttilità di chi lo ha presentato. Se se ne farà una battaglia ideologica, certamente no, se si cercherà di dare diritti a persone che ne hanno pochi o ne hanno di meno o si sentono in pericolo certamente sì. Dipende”.

Nel frattempo, dopo le denunce del rapper su presunti tentativi di censura da parte della dirigenza Rai, molte voci (tra cui Conte e Letta) chiedono a gran voce una riforma della televisione di Stato. “Da quando sono piccolo sento parlare di riforme della Rai – commenta Toti -. Non tutte e non sempre hanno portato qualità ed equilibrio nelle reti Rai. Si faccia pure la riforma della Rai dopo tanti anni, una tv pubblica che costa molto agli italiani e deve dare molto agli italiani è giusto che la si faccia. Non credo che si possa fare una riforma né auspico che il mondo politico affronti il tema perché glielo chiede un cantante su un palco. Mi sembrerebbe un fallimento della politica”.

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