Quantcast
Statistiche

Il coronavirus stronca le nascite in Liguria: -19,8% a gennaio, è il dato peggiore al Nord

Lo studio del presidente di Istat Blangiardo: "Effetto frenante sulle gravidanze amplificato su tutto il territorio nazionale"

Genova. La Liguria è la regione del Nord Italia che ha fatto segnare il calo di nascite più marcato a gennaio 2021 con un crollo del 19,8% rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto rileva Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, in uno studio pubblicato online all’indomani dell’ultimo report che conferma la nostra come la regione più anziana d’Italia, con una perdita di popolazione quasi dell’1% nell’ultimo anno.

Se da un lato si potrebbe dire che piove sul bagnato, dall’altro il fenomeno in epoca Covid appare molto più marcato del solito. Da dicembre 2020 a gennaio 2021 in Liguria il calo demografico registrato sull’anno precedente è passato dall’11,1% al 19,8%, la variazione più alta al Nord. La Lombardia è passata dal -13,4% al -16,6%, l’Emilia-Romagna dal -12,7% al -13,9%, mentre il Veneto è rimasto stabile al -11,4%. Fuori dal coro il Trentino-Alto Adige che da una variazione moderatamente positiva a dicembre (+2,5%) passa a un lieve regresso a gennaio (-0,9%).

Al Sud, comunque, i numeri sono ancora peggiori. Si legge nello studio: “Si coglie innanzitutto la forte accentuazione del calo tendenziale per la Campania (da -11,1% a dicembre a -21,4% a gennaio) e, in tono minore, per l’Abruzzo (da -7,1% a -12,8%), il Molise (da -21,1% a -23,5%), la Basilicata (da -9,3% a -16,7%) e la Calabria (da -8,9% a -14,8%). L’unica variazione negativa in riduzione si osserva per la Puglia, il cui calo tendenziale scenda dal -13,9% di dicembre 2020 al -8,7% di gennaio 2021”.

Secondo Blangiardo si tratta di una conseguenza della pandemia: “Va sempre più accreditandosi la convinzione che il malessere che ha recentemente colpito la natalità nel nostro Paese abbia una causa ben definita, e non ancora risolta, destinata a svolgere anche in futuro (almeno nell’immediato) un ruolo di primo piano nel disegnare l’esito delle scelte e dei comportamenti riproduttivi degli italiani.

Tuttavia l’analisi dei numeri sul periodo gennaio-ottobre 2020 suggerisce che le regioni più colpite dal fenomeno non siano solo quelle più gravemente colpite dall’emergenza sanitaria. “Dai dati si ha conferma di come l’effetto frenante della comparsa di Covid-19 sull’avvio di una nuova gravidanza sia stato amplificato su tutto il territorio nazionale, al punto che la curiosa vicinanza tra la Lombardia, notoriamente nell’occhio del ciclone durante la prima fase pandemica, e la Sicilia, a quel tempo decisamente meno esposta all’infezione e alla mortalità, ci offre lo spaccato di due contesti profondamente diversi che pur hanno vissuto le stesse scelte riproduttive. A chiara testimonianza di un Paese nel quale a ogni latitudine si è condiviso, per esperienza diretta o per via mediatica, quel clima di difficoltà e di paura capace di spingere gli aspiranti genitori ad orientare i loro programmi verso tempi migliori”, conclude Blangiardo.

Più informazioni
leggi anche
  • Trend
    Istat, la Liguria perde 1 abitante su 100 e si conferma la regione più anziana d’Italia
  • Dati
    Il 17% dei giovani liguri va a lavorare fuori regione, ma la “fuga” sta rallentando