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Esigenze

I sindacati Amt al Comune: “Nessuno tocchi i bagni pubblici dedicati agli autisti”

Quello a Caricamento è diventato pubblico. "Oggi i bus coprono quasi 200 linee ma i wc dedicati sono una decina, bisogna risolvere in via definitiva il disagio a cui il personale viaggiante è sottoposto"

Generico maggio 2021

Genova. Ha indispettito e non poco il personale viaggiante dell’azienda di trasporto pubblico Amt una dichiarazione del consigliere delegato del Comune di Genova Sergio Gambino sulla possibilità di sistemare alcuni vespasiani dedicati agli autisti degli autobus in città per metterli a disposizione del resto della cittadinanza. Questo nell’ambito di un ampio progetto di recupero dei bagni pubblici sparsi sul territorio genovese. E che ha già portato un cambiamento nei giorni scorsi: la trasformazione del wc degli autisti in Sottoripa, a Caricamento, in un bagno pubblico.

Una situazione che ha fatto levare gli scudi a FILT-Cgil, FIT-Cisl, UILTrasporti, FAISA-Cisal che hanno scritto una lettera al consigliere, all’assessore alla Mobilità Matteo Campora e al presidente Amt Marco Beltrami per chiedere che ciò non accada più e che anzi si migliorino una volta per tutte le condizioni di lavoro di chi è costretto a sfruttare bar e pochi servizi dedicati per i propri “bisogni”.

“I lavoratori del trasporto pubblico locale genovese e metropolitano che dedicano la loro quotidiana attività nell’espletamento del servizio alla cittadinanza superano le 2000 unità, questi lavoratori, essendo lavoratori “mobili”, hanno oggettive difficoltà nell’utilizzo dei servizi igienici, cosa che per tutte le altre categorie di lavoratori risulta assolutamente scontata e normale. Nel solo servizio urbano genovese vengono esercite poco meno di 200 linee, con oltre 300 capilinea, basti considerare che i servizi igienici dedicati al personale sono poco più di una decina ai quali si aggiungono le poche convenzioni con bar dislocati sull’intero territorio genovese”.

Già il 5 marzo scorso i sindacati hanno scritto a Comune e Amt per chiedere di “affrontare, in modo risolutivo, le problematiche legate alla possibilità di utilizzo dei servizi igienici da parte del personale viaggiante, nonché la creazione di capolinea attrezzati”, evidenziando come “le carenze strutturali esistenti unite alle soventi e improvvise chiusure dei locali commerciali convenzionati in seguito all’emergenza sanitaria” nonché “le esigenze igienico-sanitarie che contraddistinguono la pandemia in corso, unitamente al considerevole aumento della presenza di genere femminile tra il personale viaggiante, rende ancor più evidente l’immediata necessità di interventi risolutivi”.

Non solo, i sindacati hanno richiesto oltre a immediati interventi di carattere emergenziale, anche “l’inserimento, in fase di progettazione, all’interno del progetto dei 4 assi di specifici interventi utili a risolvere strutturalmente ed in via definitiva questo continuo disagio a cui tutto il personale viaggiante è sottoposto”.

Poi si rivolgono al consigliere Gambino: “Apprendiamo in questi giorni dagli organi di stampa la Sue dichiarazioni circa la volontà di convertire i servizi igienici di piazza Caricamento, a oggi di esclusivo utilizzo dei lavoratori di Amt, a bagni pubblici ad utilizzo della cittadinanza, peraltro indicando questa soluzione come una richiesta delle organizzazioni sindacali. A questo punto riteniamo doveroso puntualizzare che non abbiamo mai richiesto, condiviso o siamo stai preventivamente da lei informati sulla trasformazione di qualsivoglia servizio igienico dedicato al personale di Amt a servizi aperti al pubblico; non abbiamo mai partecipato a un incontro con la sua persona, che peraltro non abbiamo ancora il piacere di conoscere, sul tema servizi igienici personale Amt; non siamo mai stati invitati da Lei ad alcun incontro in merito. Le saremmo stati decisamente grati se, nel caso di merito, avesse specificato l’organizzazione sindacale che le avrebbe richiesto tale intervento; certo è che osservando evidenti analogie tra articoli giornalistici e alcuni comunicati di un’organizzazione sindacale, le vicinanze sembrano, almeno all’apparenza, abbastanza evidenti”, conclude la nota sindacale.

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