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Brucia ancora

I familiari delle vittime del Morandi: “Congelare gli utili di Autostrade, fermare le trattative e rivedere le concessioni”

Il comitato in audizione informale in commissione Trasporti e Ambiente alla camera: "Avventato l'acquisto da parte di Cdp a determinate condizioni, si smetta di premiare l'arroganza"

Roma. Chiedono, come hanno fatto da subito, che lo Stato metta a punto un’unità di crisi snella che supporti i familiari delle vittime dei disastri come quello del crollo di Ponte Morandi da un punto di vista legale, psicologico ed economico. Ma chiedono anche che si proceda con trasparenza, con un approfondimento tecnico, sui bilanci della società concessionaria autostradale per capire il rapporto tra ricavi e spese di manutenzione delle infrastrutture.

E che, in attesa delle risultanze del processo, si congeli qualsiasi trattativa con Autostrade – sia quella di Cdp sia quella di altri investitori privati – e si congelino gli utili della società. Sono alcuni dei punti sollevati dal comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi che questa mattina era in audizione informale presso le commissioni Trasporti e Ambiente alla Camera.

La presidente del comitato Egle Possetti, emozionata fino alle lacrime nel ripercorrere il senso di abbandono nei mesi dopo il 14 agosto 2018, ha sottolineato la mancanza di fiducia nei confronti del concessionario e di chi doveva effettuare i controlli.

“Nella vicenda di Ponte Morandi sono emersi elementi gravissimi non degni di un paese civile, tutte le infrastrutture hanno bisogno di manutenzione ma dopo la privatizzazione della gestione, con il passare degli anni, gli interventi paradossalmente sono diminuiti in modo drastico, il Morandi non ha ricevuto per anni alcuna opera di consolidamento, dal 2015 è emerso dalle carte processuali come si sapesse del rischio di un crollo ed è allucinante pensare che per tre anni ci siano state persone informate della situazione che non hanno mosso un dito, ed è sconvolgente che il sistema omertoso non abbia avuto falle, tutte le persone a conoscenza di questa situazione non hanno mai parlato”.

Possetti ha ricordato come, dopo i primi terribili giorni negli ospedali e negli obitori, per il riconoscimento dei corpi dei loro cari, i familiari delle vittime si siano sentiti soli.

“Alcuni di noi non avevano mai avuto a che fare con un avvocato, alcuni si sono trovati senza il sostegno del capofamiglia, è stato terribile e non vogliamo accada mai più ad altri cittadini – ha sottolineato la portavoce del comitato – per questo la nostra richiesta è la creazione di un’unità di crisi snella, non l’ennesimo carrozzone, che garantisca sostegno e assistenza immediati ai parenti rimasti in eventi di questa tragicità, sostegno legale, psicologico ed economico, magari un anticipo da restituire all’atto dell’avvenuto risarcimento al termine del processo”. In mattinata, sulla proposta di legge legata a questo tema, si è svolto anche un incontro tra il comitato e il capo di gabinetto del premier Draghi.

Egle Possetti ha poi portato avanti un ragionamento sui ricavi accumulati da Autostrade in questi anni. “Serve maggiore trasparenza su ricavi e spese, Autostrade continua a incassare utili e nonostante le ipotesi iniziali di estromissione nulla è stato fatto, per noi non è sufficiente che si arrivi alla fine di un processo senza prescrizione, è necessario un approfondimento tecnico ed economico sui bilanci della società concessionaria al fine di appurare come siano state spese le risorse dedicate alle manutenzione, di appurare quali siano stati i guadagni, e se abbiano rispettato le norme europee – afferma – perché se quei guadagni risultassero enormi e ingiustificati come alcune parti delle indagini e alcuni studi dimostrano dobbiamo mettere i cittadini e la politica nella condizione di fare una riflessione su quale sia la scelta più giusta”.

“Senza questa risposta – continua Possetti – per noi la scelta di procedere con l’acquisto da parte di Cdp alle condizioni di cui abbiamo sentito parlare pare prematura e avventata, la trattativa di Cdp e altri investitori con la società concessionaria a nostro avviso parte da una base errata, la remunerazione della concessione deve essere fatta solo dopo aver dedotto tutte le manutenzioni non effettuate, tutti i danni conosciuti e prevedibili, tutto quanto tecnicamente accertabile, quindi chiediamo di congelare qualsiasi contrattazione con la società in attesa delle risultanze processuali e trovare una soluzione idonea dal punto di vista normativo che congeli gli utili accumulati in questo tempo e che possa esserci un’amministrazione pro tempore gestita da un’autorità terza”.

La presidente del comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi ha concluso: “Oggi è necessario ripensare ai controlli di tutte le concessionarie tramite figure terze che agiscano da subito con imparzialità, è necessario ripensare alle concessioni ai privati in un’ottica di maggior tutela pubblica, non possiamo continuare a premiare l’arroganza e il potere accumulato negli anni, infine tutti noi abbiamo percepito la mancanza di uno Stato che ci protegga, non possiamo permettere che altri cittadini attraversino il nostro stesso calvario, non lasciateci soli ancora una volta”.

Durante l’audizione tra gli interventi, anche quello della presidente della commissione Trasporti, la ligure Raffaella Paita (Pd) che insieme alla presidente della commissione Ambiente Alessia Rotta ha dichiarato che si farà il possibile per rendere prioritarie le istanze del comitato, e quello di Edoardo Rixi, deputato genovese della Lega, che ha sottolineato come “la revisione della disciplina delle concessioni autostradali sia uno degli appuntamenti in cui i governi si sono negli ultimi anni assolutamente persi, serve un riordino – ha detto Rixi – con discipline chiare, e con enti pubblici che sovrintendano”.

Non solo: “Mi auguro che nessuno pensi di dare indennizzi ‘pandemici’ sui mancati incassi ai gestori autostradali prima che non vengano sistemate alcune cose. Nonostante la tragedia di ponte Morandi , le regole non sono cambiate. Il nuovo viadotto è stato ricostruito a tempo record ma è gestito ancora dal Comune di Genova. Una situazione che mostra come gli enti locali suppliscano alla mancanza di gestione dello Stato e dei suoi ministeri”, ha concluso.

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