Quantcast
Nuovo percorso

Gli studenti lasciano il Disfor dopo un mese di occupazione: con un’assemblea, una barca e un corteo nasce il collettivo Vedo Terra

Una partecipata assemblea domenicale ha chiuso l'esperienza dell'occupazione, ma gli studenti sono già ripartiti con un nuovo progetto

vedo terra

Genova. Un’assemblea partecipata e ricca quella che ieri ha messo fine all’occupazione durate un mese del dipartimento di scienze della formazione di corso Podestà.

Molti studenti si sono alternati al microfono per tracciare il percorso che li ha portati, dall’essere un gruppetto sparuto che aveva come primo obiettivo l’abolizione della terza rata universitaria, a crescere numericamente affrontando temi via via di più ampio respiro, come hanno dimostrato gli incontri che si sono susseguiti all’interno della facoltà occupata e che hanno portato ieri ad annunciare la nascita di un nuovo soggetto politico.

Lo hanno chiamato Vedo Terra e ieri per salutare la chiusura di un percorso e l’inizio di un altro hanno costruito una barca a vela e l’hanno portata in giro per la città in corteo dal Disfor al rettorato di via Balbi.
Il nuovo collettivo si occuperà di università e diritti certo, ma anche di ricerca, precariato e di memoria storica, ha spiegato Federico Palacio al microfono durante l’assemblea lasciando poi la descrizione politico-poetica del nuovo soggetto a un altro studente.

“Siamo vascello pirata che risale le correnti – così viene raccontato cosa sarà Vedo Terra – Siamo scialuppa per compagne e compagni lasciati soli aggrappati ad un’asse nel mare, individualizzati e atomizzati, costretti a lottare tra loro anche se c’è chi sa che tutti saranno sommersi”.

“Siamo presidio navigante capace di creare coscienza politica per queste vite precarie, per una generazione che è stata depredata della capacità di inscrivere la propria sofferenza su uno sfondo politico.Siamo ciurma che rifiuta i criteri dell’efficienza frettolosa e si affida ai tempi lunghi delle decisioni collettive, che preferisce andare alla deriva un’ora in più piuttosto che procedere in una direzione non comunemente scelta. È tempo di salpare, nuovi mari ci attendono. Presto potremo nuovamente gridare: terra”