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"rainbow washing"

Giornata contro l’omofobia, il Liguria Pride sulle panchine arcobaleno: “No al gay-friendly per lavarsi la coscienza”

Il coordinamento attacca il municipio Medio Levante e l'amministrazione comunale di centrodestra e ricorda la mobilitazione a favore della legge Zan

Presidio Ddl Zan

Genova. Il coordinamento Liguria Rainbow, organizzatore del Liguria Pride, e che pochi giorni fa ha portato in piazza a Genova centinaia di persone per manifestare a favore della Legge Zan, la cui approvazione è ancora bloccata dall’ostruzionismo del centrodestra oggi, nel giorno simbolo della lotta all’omolesbotransbifobia, interviene un po’ a sorpresa contro un’iniziativa che almeno teoricamente dovrebbe andare nella stessa direzione delle loro battaglia.

In piazza Palermo questo pomeriggio viene inaugurata la seconda “panchina arcobaleno” a Genova (la prima è stata ultimata sabato con una festa ai giardini Luzzati), un’iniziativa voluta dall’opposizione in consiglio municipale Medio Levante, in particolare dal Pd insieme alla stessa Arcigay. D’altronde, la il Ddl Zan porta il nome del parlamentare dem che lo ha firmato. L’installazione della panchina è stata votata dal consiglio municipale che è invece a maggioranza centrodestra.

Una panchina è solo una panchina, un gesto simbolico che assume significati differenti a seconda del contesto e degli obiettivi – dicono dal Liguria Pride – certe panchine rosse per testimoniare la consapevolezza delle istituzioni verso la violenza contro le donne, sono spesso una goccia per lavarsi la coscienza e perseverare nella riproduzione del disvalore femminile. Altre possono essere un segno permanente in luoghi dove si pratica la difficile strada per i diritti e il rispetto di tutte e tutti, dove lo stesso si può inciampare ma c’è una collettività attenta a discuterne. Vedere il Municipio Medio Levante rifarsi il trucco per apparire gay-friendly ci indigna“.

Il coordinamento parla di classico esempio di “rainbow washing“, una trappola in cui, a dire del Liguria Pride, sarebbero caduti anche i promotori, sebbene in buona fede: “A queste destre illiberali e autoritarie è stato dato un pretesto per dirsi non omolesbobitransfobiche, mentre in parlamento la strada per l’approvazione del Ddl Zan è ancora lunga, in salita e piena di ostacoli, costruiti ad arte proprio dai partiti che reggono la maggioranza del sindaco di Genova Marco Bucci e del presidente del Municipio Medio Levante Francesco Vesco“.

“Lo stesso Vesco che – ricordano dal Liguria Pride – si fece notare “per la decisione di non pagare più le corone alle lapidi per i partigiani il 25 aprile”.

“Una buona scappatoia per la nostra amministrazione, che ha dimostrato per l’ennesima volta da che parte sta, dopo il graffio sulla pelle della città e alla sua storia democratica con l’inaugurazione della statua in stile funerario anni ’50 dell’imprenditore cofondatore della Guzzi alle Mura delle Capuccine, raffigurato in divisa da volontario delle guerre d’Africa del regime fascista. Non accettiamo né il revisionismo storico della nostra amministrazione civica, né il rainbow washing del municipio“, concludono dal coordinamento del Liguria Pride.

Sulla questione panchina arcobaleno però la difesa di Claudio Tosi, presidente di Arcigay Genova: “Il Municipio ha approvato la preparazione della panchina che però è stata autonomamente preparata da Arcigay e dai consiglieri del Pd che l’hanno voluta. Direi che non è un rainbow washing. Sicuramente Arcigay Genova non ha bisogno di fare nessun rainbow washing e, anzi, ha bisogno di portare tante panchine rainbow in questa città, e avrebbe bisogno di avere il sostegno delle altre associazioni Lgbt”.

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