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Punto di vista

Festa scudetto Inter, Toti: “Assembramenti difficili da impedire senza creare altro caos”

"Cosa si doveva fare, mandare battaglioni a sgomberare la piazza? È stato evitato un inferno di botte e lacrimogeni"

Genova. “Era difficile impedire la gioia dei tifosi dell’Inter dopo un decennio senza scudetto. La Prefettura ha deciso per evitare che oltre al virus in quella piazza si scatenasse un inferno di botte e lacrimogeni che andava evitato”. È la posizione di Giovanni Toti, presidente della Liguria, sugli assembramenti di domenica scorsa in piazza del Duomo a Milano dove 30mila supporter nerazzurri si sono riversati per festeggiare il titolo, molti dei quali senza rispettare né le distanze né l’obbligo di indossare la mascherina.

“Cosa si poteva fare? Mandare battaglioni della mobile a sgomberare la piazza? Si sarebbe creato ulteriore caos mettendo a rischio gli agenti stessi e aggiungendo elementi di contagio”, riflette Toti che, intervistato ad Agorà su Rai 3, sposa la linea del prefetto di Milano: “Il problema è complesso e non si può sempre fare polemica e strumentalizzazione su tutto”.

Il governatore ricorda la festa per la promozione dello Spezia che aveva generato grandi polemiche alla vigilia del cluster esploso a fine agosto: “La città aveva organizzato tutto, ma le critiche ci sono state e gli assembramenti ci sono stati lo stesso”. Ma anche i precedenti di Genova sulla gestione dell’ordine pubblico: “Ho visto la Sopraelevata bloccata da numerosi scioperi di metalmeccanici e portuali che paralizzavano la città per una giornata, per giuste ragioni sindacali ma con un atteggiamento illegale. L’ordine pubblico è un’alchimia delicata”.

E sulla possibilità di un lockdown cittadino per impedire ai tifosi di andare in piazza: “Non so se quei tifosi lo avrebbero rispettato. Sapevano che stavano violando le regole su distanze e mascherine. Gli agenti della forza pubblica avrebbero potuto multare molte persone, ma sarebbe stato molto complicato. Forse si poteva sensibilizzare di più, ma a coloro che non hanno ancora capito che il virus fa ancora male e mettono a rischio loro stessi temo sia difficile spiegarlo dopo un anno e tre mesi di pandemia”, ha concluso Toti.

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