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Dibattito pubblico

Depositi chimici di Multedo, Sampierdarena dice no allo spostamento in porto

"L'unica opzione da prendere in considerazione è l'opzione zero"

depositi costieri area messina

Genova. L’unica opzione possibile è l’opzione zero. Così si potrebbe riassumere la seduta-fiume del Municipio II Centro Ovest che ieri, in una commissione dedicata, ha nuovamente affrontato l’argomento del trasferimento dei depositi chimici di Multedo e il lodo dislocamento in zona portuale.

La seduta è stata convocata nell’ambito del “dibattito pubblico” sull’argomento, moderato dall’Università di Genova, che in questi giorni sta facendo il giro dei municipi del ponente cittadino interessati in qualche modo dalla partita del ricollocamento dei depositi Carmagnani e Superba: presenti alla seduta i consiglieri municipali, i rappresentanti dei comitati locali e l’Università, quest’ultima con l’incarico di raccogliere i dubbi e le domande emerse alle quali autorità di sistema portuale risponderà in una seconda fase.

Sul tavolo le due opzioni di destinazione degli eventuali nuovi impianti: l’area ex centrale sotto la Lanterna o negli spazi del terminal Messina. Ipotesi respinte entrambe da tutti i presenti per diversi motivi. A preoccupare i cittadini di Sampierdarena è la presenza sul territorio della delegazione già di cinque impianti industriali a rischio di incidente rilevante, che quindi diventerebbero sette: secondo i comitati non è stato preso in sufficiente conto l’effetto domino di un potenziale incidente, come in realtà la normativa prevederebbe.

Ma non solo: in entrambi i casi gli impianti andrebbero a impattare sulla qualità della vita di chi vive e lavora nella zona, oltre che sulla sicurezza: a poca distanza dalle aree individuate ci sono case, asili, centri commerciali, grandi vie di comunicazione.

Lo spostamento degli impianti di Multedo, inoltre, “Aggraverebbe ulteriormente il traffico di mezzi pesanti nell’area portuale – spiegano i rappresentanti del Comitato Lungomare Canepa, in prima linea nel dire no al progetto – dando al quartiere un’ulteriore doppia servitù”. Senza contare l’impatto sulla qualità dell’aria “sia per gli impianti in sè che per i mezzi di servizio”, sottolineano i Medici per l’Ambiente – con gravi effetti sulla salute“.

Di fatto, quindi, un no, anzi due, su tutta la linea: tutte le osservazioni sono state raccolte daUniversità di Genova che le trasmetterà ad Autorità di Sistema Portuale che nei prossimi giorni dovrebbe rispondere in merito: “I Docenti dell’università hanno ribadito piu volte la ferna volontà di adoperarsi perché arrivino risposte da parte di Autorità Portuale altrettanto precise e puntuali come le domande poste – ha sottolineato a margine Fabrizio Maranini, presidente della commissione – É stata evidenziata una visione culturale, storica e turistica dell’intera Citta di Genova. Una idea di armonizzazione tra porto e città che, in alternativa all’utilizzo di quelle aree per un mero commercio di prodotti chimici, vorrebbe creare, nella parte che è già oggi vincolata, un complesso museale con accosto al mare, premiando una visione di rilancio turistico della città di Genova invece della visione miope di chi premia il commercio e lo stoccaggio di prodotti chimici”.

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