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Discordia

Corso Italia, scoppia la polemica tra ambientalisti sulla nuova pista ciclabile

Il circolo Nuova Ecologia di Legambiente è contrario al progetto, la Fiab replica: "Siete solo protestatori e disturbatori"

Il progetto della nuova pista ciclabile in corso Italia

Genova. Polemica tra ambientalisti sulla nuova pista ciclabile strutturata che il Comune vuole realizzare in corso Italia. Domani alle 10.30, davanti a San Nazaro, il circolo Nuova Ecologia di Legambiente, presieduto da Andrea Agostini, ha convocato un presidio di protesta contro il progetto. “Non c’è da stupirsi, il circolo è sempre contro a prescindere“, è la dura replica della Fiab Genova, che tra l’altro aderisce proprio a Legambiente e che in una nota ha risposto alle contestazioni.

“L‘idea di strutturare il percorso ciclabile a partire da una zona marginale della città rispetto agli assi principali, essenzialmente per ragioni di svago e turistiche, non permette di indurre comportamenti virtuosi in chi voglia privilegiare questo mezzo di trasporto, in quanto il resto della rete, le cosiddette piste ciclabili d’emergenza, non garantiscono sufficienti condizioni di sicurezza, concentrando la quasi totalità delle risorse nella realizzazione di quest’unico intervento a scapito appunto di tutti gli altri”, spiega il circolo di Agostini.

“In linea di principio concetto giusto che si scontra però con la realtà dei fatti – replica la Fiab – Si dovevano chiedere i fondi nel giro di un mese con un’idea di progetto già pronta e l’unico progetto abbozzato che consentiva una spesa come quella stanziata era quello di corso Italia. Ricordiamo anche che i lavori vanno ultimati entro il 2022 e solo con questo progetto ci si riesce. Non dimentichiamo poi che corso Italia fa parte della ciclovia Tirrenica (Ventimiglia – Roma) la cui progettazione nazionale parte ora. Per questo motivo corso Italia non sarà isolata in quanto si sta già lavorando sul water front di Levante che avrà la sua pista ciclabile strutturata e sarà collegato al lungo mare e si sta già parlando di Viale Brigate Partigiane per collegare il centro e la stazione con la costa.

Secondo Legambiente, poi, “pensare di affrontare la questione della mobilità sostenibile senza mettere in campo una risposta forte anche sul fronte del trasporto pubblico locale, in primis con corsie protette per i mezzi pubblici e un potenziamento del servizio, non permette di dare un’offerta integrata funzionale al soddisfacimento dei bisogni, col risultato di non incidere sulla riduzione progressiva del parco vetture destinate al trasporto privato e ingenerando una continua tensione per accaparrarsi quote del medesimo sedime stradale”. È vero, replica la Fiab, “ma cosa c’entra con la ciclabile di Corso Italia ed i fondi destinati alla ciclabilità?”.

“Con la presenza di Esselunga in via Piave (e in attesa di vedere gli effetti del previsto Waterfront di Levante in zona Fiera) si è dato un colpo pressoché definitivo al congestionamento da traffico, tanto da considerare come scelta obbligata il mantenimento delle quattro corsie sul primo tratto di corso Italia, optando nel contempo per la conservazione dei posti auto lato mare, con quali conseguenze per il disegno unitario della via e del verde attualmente presente a centro strada o ai bordi degli attuali marciapiedi risagomati non è difficile da immaginare, col risultato di rosicchiare, a buon peso, un po’ di spazio pedonale”, continua il circolo Nuova Ecologia.

“La soluzione prospettata per corso Italia è evidente che sia una soluzione di compromesso che vuole proprio limitare quella discordia indicata nelle premesse del documento del Circolo Nuova Ecologia – proseguono i cicloamatori -. Stante l’attuale situazione della mobilità cittadina o la fai così o non la fai e tra non farla e farla noi che in bici ci andiamo tutti i giorni, al contrario di quelli che faranno il presidio, non possiamo essere che d’accordo nel farla anche per il suo futuro collegamento con tutto il resto”.

L’aiuola centrale non verrà toccata salvo 10 centimetri in qualche punto che non danneggeranno certo quei quattro cespugli presenti – prosegue la Fiab – Semmai è proprio la scelta di piantare certe essenze che sta danneggiando l’aiuola. Le aiuole in mezzo ai parcheggi verranno poi sostituite da panchine fioriere sicuramente più adatte ad un lungo mare e se consideriamo che parte di queste già insiste sul marciapiedi lo spazio che sarà sottratto al passeggio sarà di pochi centimetri. Dire che la ciclabile di corso Italia sottrarrà spazio ai pedoni è assolutamente pretestuoso”.

“Urge allora ragionare su un diverso modello di città, in linea con quelli che vengono oggigiorno considerati corretti criteri di sostenibilità ambientale, e mobilitarsi per chiedere la salvaguardia degli elementi attualmente caratterizzanti la passeggiata a mare, per una scelta non ambigua a favore della mobilità sostenibile e delle infrastrutture atte a incrementare il trasporto pubblico e la mobilità dolce cittadina”, chiosano gli ambientalisti.

“Sembra proprio che ancora una volta il Nuova Ecologia continui a porsi come un disturbatore, protestatore che non interloquisce con l’amministrazione in modo tempestivo per trovare le soluzioni migliori e condivise, ma per far vedere che esiste quando ormai i giochi sono belli che conclusi”, chiosa la Fiab.

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