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Battaglia

Coprifuoco, possibile posticipo dal 17 maggio. Toti: “Basta, le persone vogliono vivere”

L'orario potrebbe slittare alle 23 o alle 24, Draghi: "Se i dati rimarranno questi, procederemo ad altre riaperture"

toti movida locali ristoratori

Roma. Entra nel vivo la battaglia per posticipare il coprifuoco e venire incontro così alle richieste dei ristoratori e dei loro clienti, ma anche di una larga parte del mondo politico e perfino sanitario. Un primo segnale potrebbe arrivare il 17 maggio con lo spostamento dell’orario alle 23.00 o a mezzanotte, ma molto dipenderà anche dai dati epidemiologici.

Ieri sera è tornato a farsi sentire il presidente ligure Giovanni Toti, che su Facebook spinge per la completa eliminazione: “Basta coprifuoco! Le persone hanno voglia e bisogno di vivere. Le attività commerciali devono sopravvivere. I dati del del Covid lo consentono: ripartiamo!”, scrive. Stessa posizione che prima di lui aveva preso negli scorsi giorni Matteo Bassetti, primario della clinica di malattie infettive del San Martino di Genova, che anzi aveva spiegato come questa misura potesse essere addirittura controproducente.

Lo scontro è prima di tutto politico: la Lega (e Fratelli d’Italia, unico partito d’opposizione) vorrebbero eliminarlo subito, mentre il ministro della Salute Roberto Speranza vorrebbe più gradualità, supportato da esperti come Massimo Galli, virologo del Sacco di Milano, che si dice “nauseato” dai discorsi sul coprifuoco e parla di “scelta obbligata”. Ma d’altra parte anche il ministro pentastellato Luigi Di Maio ha chiesto di “superare” il coprifuoco ed è quindi probabile che una revisione anche minima alle regole possa arrivare.

A fare da mediatore è il premier Mario Draghi. Sulle riaperture, ha detto ieri al termine del vertice europeo di Oporto, bisogna “calcolare bene il rischio. I dati sono abbastanza incoraggianti. Se l’andamento dovesse continuare in questa direzione, la cabina di regia procederà ad altre riaperture. E’ importante essere graduali, anche per capire quali riaperture avranno più effetto sui contagi e quali meno”.

“Con la ripartenza del turismo bisogna considerare anche che gli aeroporti sono luoghi cui bisogna guardare con molta attenzione, perché sono luoghi dove i contagi possono succedere, quindi bisogna rinforzare i controlli negli aeroporti. Questo non vuol dire chiudere: vuol dire riaprire ma farlo con la testa. Abbiamo chiesto con molta enfasi – ha detto inoltre il premier – che commissione e parlamento Ue procedano con la massima rapidità al certificato verde” per il Covid, “per avere un modello europeo su cui confrontarsi per la misure turistiche. Altrimenti ci sarà molta confusione”.

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