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Autostrade, Toti contro il ministero: “Non potete lavarvi la coscienza chiudendo la Liguria”

Il governatore all'attacco dopo la chiusura ai tir del viadotto Valle Ragone in A12: "Si stabilisca un ordine di priorità, non possiamo tollerare un'estate come quella dell'anno scorso"

Generico maggio 2021

Genova. “Nessuno può pensare di lavarsi la coscienza chiudendo tutto quello che ritiene vagamente importante o sospetto perché in questa regione non si vive più. Tutte le volte che Regione Liguria interviene per cercare di alleggerire la pressione su questa regione c’è qualcuno da un’altra parte che immancabilmente interviene per appesantirla nuovamente. Questo non è più tollerabile da nessuno”.

È un fiume in piena il presidente Giovanni Toti dopo la decisione di chiudere ai mezzi pesanti il viadotto Valle Ragone dell’autostrada A12 in seguito alle ispezioni del ministero delle Infrastrutture che hanno evidenziato il mancato rispetto di alcune normative di sicurezza. Un fulmine a ciel sereno che arriva proprio mentre si organizza la ripartenza dopo le chiusure anti-Covid e che rischia di preludere a un’altra estate da incubo, visto che i controlli sono ancora in corso e altri viadotti potrebbero subire limitazioni.

Il governatore mette nel mirino il Mims: “Ho chiesto al ministro Giovannini una riunione molto rapida dopo il confronto con le sue strutture perché nessuno può pensare (e il precedente governo, ahimè, aveva fatto tentativi in tal senso e i risultati li paghiamo sulla nostra pelle) di rimediare i danni di anni di incuria e mancate manutenzioni in un tempo irragionevole per la vita civile. Non è consentito a nessuno l’antico proverbio sulla pelle dei liguri: l’operazione è perfettamente riuscita, il paziente è morto“.

Ma soprattutto si scaglia contro il super-ispettore Placido Migliorino, nuovamente in Liguria per controllare lo stato di salute dei viadotti, accusato di prendere decisioni senza valutare l’ordine di priorità: “So che fare alcuni mestieri è difficile. Si deve scegliere tra rischi calcolati diversi. È rischioso talvolta procrastinare alcune manutenzioni così come può essere rischiosa un’autostrada dove si viaggia per 300 chilometri a senso unico. L’abbiamo già provato coi guai delle nostre ambulanze, con le consegne ritardate dei vaccini, con un aumento importante del tasso di incidenti”.

Se uno fa un mestiere difficile dev’essere in grado di assumersene la responsabilità oppure levare il disturbo – attacca ancora Toti – Assumersi la responsabilità vuol dire una scala di priorità: quello che va fatto immediatamente, domani, quello che si può fare tra due settimane. È ovvio che tutto questo comporta la responsabilità di assumersi un rischio di spalmare manutenzioni importanti su un arco di tempo che consenta ai cittadini liguri di vivere. Ed è una responsabilità che si devono assumere”.

“Non vorrei che questo intervento, così come alcune voci che sento di contrarietà degli ispettori ministeriali allo smontaggio e rimontaggio cantieri nel fine settimana possano portarci a un’estate come quella che abbiamo vissuto scorso anno e che non è tollerabile in nessun senso per la nostra regione ma neanche per il Paese, data l’importanza della nostra piattaforma logistica”, conclude Toti.

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