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Zaino in spalla

A spasso o di corsa sui monti dietro casa, a Genova la pandemia ha fatto esplodere la passione per l’outdoor

Escursioni guidate, corsi e gruppi facebook per coltivare e condividere percorsi e attività. Ma servono poche regole e un po' di buonsenso per divertirsi in sicurezza e rispettare l'ambiente naturale

escursionismo, cooperativa Dafne

Genova. Chi per monti e sentieri ci va da sempre lo ha indubbiamente notato. La pandemia ha spinto una piccola folla di genovesi e liguri a esplorare le creuze dietro casa, a scoprire nuovi sport all’aperto e ad avventurarsi su per le creste dell’entroterra. Da un lato infatti a partire dalla scorsa estate le attività sportive individuali all’aperto sono state in pratica le uniche consentite anche nelle fasi più dure del lockdown, dall’altro la stessa paura del contagio ha reso psicologicamente più rassicurante cercare spazi aperti e luoghi il meno affollati possibili.

E così il Righi o il monte Fasce in una domenica di sole sono diventate più gettonate di corso Italia mentre quest’inverno la Val D’Aveto il Beigua pullulavano di scialpinisti e ciaspolatori che hanno fatto buon viso al cattivo gioco degli impianti chiusi e hanno scoperto la bellezza di muoversi sulla neve fresca in ambienti spettacolari.

“Certo a chi come noi va da sempre sui monti ha fatto un po’ impressione – conferma Roberto Schenone, istruttore Cai di canyoning e curatore della rivista ligure del club alpino italiano – ma il fatto che la gente abbia scoperto il territorio dietro a Genova è positivo perché ci sono bellissimi posti selvaggi. Certo la moda passerà appena riaprirà tutto il resto, ma una quota di queste persone rimarrà ed è un buon segno”.

Per il Club Alpino anche questo 2021, dopo il 2020, non è stato un anno semplice: “Tutti i corsi sono stati sospesi a causa delle restrizioni e dei rifugi chiusi basti pensare ai corsi di scialpinismo, anche le gite sociali che in parte si sono fatte quando era permesso, sono state ridotte nei numeri”. Il bilancio ne ha indubbiamente risentito: “Il numero di iscritti al Cai ligure è calato – conferma Schenone – proprio perché il normale turn over che si ha ogni anno con gli iscritti ai vari corsi non c’è stato”. Niente alpinismo, scialpinisco, escursionismo, canyoning, anche se quest’ultimo è primo che ripartirà proprio questo mese.

Generica
A Genova lo scialpinismo è a due passi dal mare

Il Cai confida nella prossima stagione e nel frattempo i soci in montagna ci vanno da soli o con qualche amico: “Di persone se ne incontrano tante, anche se talvolta vediamo salire sul Reixa o a punta Martin escursionisti in scarpe da tennis o cn solo felpetta leggera per coprirsi”. Poi ci sono quelli che partono senza sapere minimamente dove stanno andando: “Mi è capitato di trovare escursionisti che proprio non avevano idea del sentiero che avevano intrapreso”. Per questo il consiglio è sempre quello “di informarsi bene sul percorso e sulle caratteristiche di un’escursione, di avere dietro il necessario per coprirsi e magari avere un po’ di basi per leggere una cartina o una bussola”. Un corso Cai di escursionismo: “Beh, certamente i nostri corsi per chi comincia ad avventurarsi per i monti forniscono una serie di competenze di base che è necessario avere – conclude Schenone – a volte noi siamo fin troppo rigidi e ‘seriosi’ ma sulla sicurezza affidarsi al Cai soprattutto nelle discipline più tecniche è una garanzia”.

Anche Sara Raccone, guida ambientale escursionistica (GAE) abilitata, pone l’accento sul rischio improvvisazione proprio dal punto di vista delle sicurezza “I nostri monti sono vere e proprie montagne anche se sono a un passo dal mare e per frequentarle occorre conoscere, distanza, dislivello, tipologia di sentiero, eventuali rischi in caso di improvviso cambiamento del tempo. A me non è mai successo per fortuna di dover tornare indietro con un gruppo perché mi sono accorta che qualcuno non era in grado di affrontare un’escursione, ma ad altri miei colleghi sì”. E’ per questo che Raccone, che lavora per la cooperativa Dafne, insiste anche sull’importanza che ad accompagnare turisti od escursionisti siano solo persone professionalmente preparate per farlo “perché con la pandemia vedo che molti si sono improvvisati guide escursionistiche e questo non è solo un danno per noi che sul nostro lavoro ci paghiamo le tasse ma anche per chi si affida ad accompagnatori che magari non sanno affrontare un’emergenza”.

Infine c’è un aspetto fondamentale che riguarda il rispetto dell’ambiente: “Non solo un escursionista non deve lasciare rifiuti in giro bensì dovrebbe salvaguardare l’ambiente raccogliendo quelli che trova sul sentiero.. Rispettare l’ambiente però significa anche non modificarlo, non strappare nulla dal terreno, evitare urla e schiamazzi mentre si va in montagna, oltre a sapere esattamente cosa si sta facendo. Sennò si mette a rischio la propria vita e l’ambiente. L’ultimo incendio che c’è stato un mese fa al passo della Gava pare sia stato causato da un gruppo di ragazzetti che forse per il freddo aveva trovato riparo al rifugio Gilwell. Non si è capito se la stufa era difettosa, comunque una scintilla di quel fuoco ha provocato il rogo”.

Le escursioni organizzate dalla coop Dafne stanno comunque registrando il tutto esaurito: sono rivolte a coloro che che oltre a camminare vogliono osservare la natura. “Il mio lavoro come guida ambientale escursionistica è quello di accompagnare i gruppi alla scoperta degli ambienti naturalistici come i parchi, raccontando loro gli aspetti storici e naturalistici dei luoghi, botanica, flora fauna, geologia, geomorfologia delle nostre montagne”. Oltre ad essere un lavoro per Sara le montagne sono anche una passione tanto che con il suo compagno Alessandro Danise, videomaker e fotografo, l’hanno scorso ha creato Passione Hiking gruppo Facebook proprio per condividere gite e racconti con altri che hanno la stessa passione: “Pur essendo un gruppo chiuso, dove puoi entrare solo su invito, siamo arrivati a 2 mila persone in mendo di un anno. Siamo quasi tutti genovesi o liguri ma l’obbiettivo è allargarlo al resto d’Italia e non solo per fare in modo che di allargare lo scambio di esperienze”. A riempire di contenuti il gruppo hanno cominciato i fondatori con quello che chiamano il ‘film del sabato’: “Ogni sabato pubblichiamo un video su escursione fatta da me e Alessandro, lui ovviamente si occupa della parte video, e io lo accompagno con una descrizione tecnica e ambientale della gita”. Tutti gli iscritti però stanno dando il loro contributo pubblicando foto, descrizioni e talvolta tracce gps dell’escursione.

Sui sentieri genovesi e liguri poi c’è chi, invece di camminare, preferisce correre e i trail runner o aspiranti tali sono un ‘popolo’ in forte crescita. Ne sanno qualcosa alla Sisport, società genovese che è stata pioniera di questa disciplina sportiva e che vanta tutt’ora alcuni atleti di punta. Tra loro c’è Alberto Canessa. Dietista e laureato in scienze motorie, è atleta di endurance ed è uno dei coach di trail running. E’ lui il principale artefice del rinnovamento della società con l’obiettivo di affiancare all’agonismo che la caratterizza, un ambiente coinvolgente per chi a questo mondo si avvicina anche senza avere l’ambizione di vincere delle gare. “Quest’anno le gare non ci sono state, stanno ripartendo proprio ora e mi è sembrato il momento migliore per partire con un progetto che avevamo in mente da tempo, quello di far scoprire a persone che magari non corrono o hanno appena cominciato la bellezza della corsa sui sentieri. Così abbiamo cominciato ad organizzare gli appuntamenti del giovedì, i city trails, destinati a gruppi ridotti a cui abbiamo fatto scoprire i dintorni della città”. Ogni settimana un percorso diverso alla scoperta delle creuze e delle colline dietro casa”. Per alcuni mesi gli appuntamenti erano addirittura gratis, ora che l’attività ha avuto successo e si sono formati dei gruppi stabili il ‘pacchetto’ ha un costo poco più che simbolico: con 25 euro si partecipa a 4 uscite il giovedì della durata di circa un’ora più un giro più lungo il sabato.

city trail sisport
I city trail del giovedì della Sisport

“E’ un progetto che ci sta dando molta soddisfazione. Chi viene spesso non ha nessuna ambizione agonistica ma magari non aveva voglia di andare a correre da solo e ha scoperto il piacere di farlo in gruppo. Ora andremo avanti fino a inizio estate, poi ricominceremo a settembre”. Accanto c’è il lavoro della squadra di trail con la quale vengono organizzate le uscite tecniche o i lunghi, intesi come uscite di decine di chilometri in preparazione delle gare ultra. E per settembre c’è una nuova iniziativa in programma: “Vogliamo organizzare una scuola di trail per bambini, non in ottica agonistica bensì come scoperta di uno sport che è divertimento e salute”.

Un consiglio per chi inizia? “Procedere per gradi ma soprattutto investire in un paio di scarpe adatte alla corsa su sentieri, unico elemento indispensabile per cominciare”.