"Venti persone a cena”: dopo il post scatta il blitz della locale ma il ristorante è vuoto - Genova 24
Il gesto

“Venti persone a cena”: dopo il post scatta il blitz della locale ma il ristorante è vuoto

Il bluff che diventa provocazione: "Volevamo smascherare chi usa i social per fare segnalazioni, senza verificare la realtà"

polizia locale controlli ristoranti

Genova. Un post su facebook per fermare le prenotazioni per la cena nel ristorante “perché siamo già al completo”, con tanto di foto di tavoli imbanditi, ha innescato ieri sera la macchina del controllo, che ha portato ad un blitz in forze della polizia locale, finito però con un nulla di fatto, davanti al ristorante vuoto.

L’episodio è avvenuto ieri sera, al termine della lunga giornata di “agitazione” dei ristoratori, sulla scia dell’iniziativa nazionale di riaprire i locali per “necessità” nonostante il perdurare delle limitazioni imposte dai vari dpcm anti Covid, e ha visto come protagonista Tannina, il wine bar di corso Torino già al centro delle cronache cittadine per le sue iniziative sul tema, come raccontato su queste pagine.

Un bluff? Una provocazione? “E’ stata un’azione fatta apposta per cercare di capire come funzionano le segnalazioni e smascherarle– ci spiega Simone Burlando, titolare del locale – perché in questi momenti siamo diventati anche un bersaglio, gli untori”. Una azione voluta, quindi, per far inceppare quel meccanismo che di fatto sta alimentando “odio sociale e la guerra tra poveri”, portata avanti dal quello che alcuni definiscono come ‘giustizialismo da tastiera’.

Secondo i ristoratori l’andamento del contagio è slegato dalle restrizioni che hanno colpito il settore: “Probabilmente hanno sbagliato categoria, siamo alla quarta settimana di arancione e qua in Liguria i contagi continuano ad aumentare”, aveva sottolineato ieri Fabio Condidorio, gestore della ‘Locanda in centro’.

“Noi stiamo lottando per il diritto al lavoro e per la nostra dignità – sottolinea ancora Burlando – noi non vogliamo trasgredire le regole, noi vogliamo lavorare in sicurezza. Non è stato un gesto contro l’intervento delle forze dell’ordine, che fanno il loro lavoro, ma una provocazione per smascherare chi fa segnalazioni usando i social senza verificare la realtà”. Una provocazione “per tutti, sperando che qualche altro collega possa prendere spunto”.

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