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Preoccupazione

Vaccino, in Liguria raffica di disdette a vulnerabili under 60: “Ma avranno la priorità su tutti”

Allo studio un sistema per garantire la precedenza a partire dal 10 maggio: chi non era già prenotato dovrà segnalarsi al proprio medico

Genova. “Su indicazioni ministeriali sospeso il primo vaccino Covid-19. Attenda avvio prenotazione sua categoria o fascia d’età“. Centinaia di messaggi come questo sono arrivati nelle ultime ore in Liguria a pazienti vulnerabili con meno di 60 anni che avevano fissato l’appuntamento tramite il proprio medico di famiglia. Nei fatti una marea di disdette, effetto dello stop parziale ad AstraZeneca combinato con le priorità fissate dal Governo che ha imposto di dare la precedenza a over 80, ultrafragili e disabili gravi.

Un problema che in tutta la regione riguarda più di 10mila persone: alcuni hanno ricevuto la brutta notizia negli scorsi giorni, altri dovranno aspettarsela nelle prossime ore. Nella stessa situazione ci sono infatti insegnanti, agenti di polizia locale, membri della protezione civile e tutte le altre “categorie prioritarie” che tra qualche giorno cesseranno di esistere. Si salvano solo gli over 60, perché a loro può essere somministrato il vaccino AstraZeneca senza toglierlo ad altri (mentre le dosi Pfizer e Moderna, che dovrebbero andare agli under 60, servono prima a immunizzare le fasce più a rischio), e per questo i loro appuntamenti sono stati confermati.

La tabella per la definizione dei pazienti vulnerabili

Tuttavia la buona notizia per i pazienti vulnerabili è che avranno la precedenza sugli altri under 60, come prevedono del resto le raccomandazioni del ministero della Salute. A confermarlo sono fonti della Regione Liguria. I tecnici di Liguria Digitale stanno studiando un sistema che consenta di applicare alle agende un criterio di priorità non appena partiranno le prenotazioni per loro, e cioè dalle 23.00 del 10 maggio sul portale online. In quel momento, infatti, potranno fissare una data non solo le persone nella fascia 55-59 anni, ma anche tutti i vulnerabili dai 59 anni in giù. Dai 60 anni a salire si procede solo per fasce d’età (qui sotto il calendario), senza distinzione per i vulnerabili.

Il calendario delle prenotazioni

Come funzionerà? Sulla falsariga di quanto avviene per i caregiver, che devono avere la tessera sanitaria abilitata per la prenotazione, chi appartiene alla categoria “vulnerabili” dovrà risultare come tale nel sistema. Coloro che si erano già prenotati – e che hanno ricevuto il messaggio di disdetta – sono già identificati e quindi, a partire dalla notte del 10 maggio, potranno fissare il loro appuntamento nella prima data utile. Tutti gli altri dovranno chiamare il proprio medico di famiglia che provvederà a segnalarli come vulnerabili in modo che abbiano la priorità sulle altre categorie. La procedura dovrà avvenire entro e non oltre il 10 maggio.

Un meccanismo simile dovrebbe essere applicato anche a insegnanti e altri appartenenti alle “categorie prioritarie” sotto i 60 anni ai quali è stata congelata la prenotazione. Chi aveva già un appuntamento col medico di famiglia salterà la fila nella propria fascia d’età (ma la precedenza assoluta la avranno comunque i pazienti vulnerabili), tutti gli altri dovranno semplicemente attendere il proprio turno. In sostanza non esisteranno più categorie prioritarie, anche perché non esistono più le limitazioni al vaccino AstraZeneca che le giustificavano.

Per i pazienti vulnerabili e per tutti coloro che avrebbero dovuto vaccinarsi col medico di famiglia cambieranno anche i luoghi e le modalità di somministrazione. Per effetto del nuovo accordo coi medici di base, i distretti delle Asl diventeranno hub a tutti gli effetti. Ci si potrà vaccinare anche in farmacia e negli hub di quartiere gestiti dai farmacisti. Aumenta dunque il ventaglio di postazioni da scegliere al momento della prenotazione. A chi ha meno di 60 anni verrà somministrato il vaccino Pfizer o Moderna (in attesa delle decisioni su Johnson&Johnson).

In queste ore, infine, le Asl stanno richiamando i caregiver under 60 di persone disabili o ultrafragili – che avrebbero dovuto vaccinarsi con AstraZeneca – per fissare un nuovo appuntamento con somministrazione di Pfizer o Moderna. In questo caso la priorità è ancora più stringente, quindi le vaccinazioni avverranno nei prossimi giorni.

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