Panico

Vaccino AstraZeneca, la psicosi risolve la carenza di dosi: “Nel Tigullio disdette al 20%”

Disponibilità dimezzate per i medici di famiglia, ma molti non vogliono più vaccinarsi: "Stiamo chiamando per anticipare le iniezioni"

Genova. Da una parte il taglio di dosi AstraZeneca che continua a scombinare i piani ai medici di medicina generale, costretti a dimezzare il numero delle prenotazioni nelle prossime settimane. Dall’altra la psicosi per i presunti legami coi casi di trombosi finiti sotto la lente dell’Ema che sta provocando numerose disdette, tanto che in certi casi le persone vengono chiamate per anticipare la somministrazione.

“Sicuramente c’è una limitazione di dosi. Al momento ne stiamo facendo oltre 1.600, le stesse previste per la settimana scorsa, ma può darsi che per la settimana prossima questo numero non riusciremo a mantenerlo e ci fermeremo a 755 – spiega Antonio Zampogna, riferimento dei medici di famiglia per il Tigullio -. Ma oggi abbiamo il problema contrario: la gente chiama per disdire, chiede di aspettare o non si presenta all’appuntamento. Parliamo del 20-30% dei prenotati, e sono soprattutto donne sotto i 55 anni, le più esposte a queste notizie così allarmanti. Quindi stiamo cercando di anticipare qualcuno che in turno per la prossima settimana”.

In mattinata si sono rincorse le notizie di medici che avrebbero annullato appuntamenti a pazienti già prenotati. “A Linea condivisa risulta che le vaccinazioni con AstraZeneca siano state cancellate completamente in tutti gli spoke del Tigullio e diminuite negli hub di Rapallo, Chiavari e Sestri Levante – ha scritto in un comunicato il consigliere regionale Gianni Pastorino di Linea Condivisa -. Dove sono finite queste dosi? Cosa è successo di così urgente da intervenire sull’annullamento delle prenotazioni e sulla diminuzione delle dosi?”.

“In realtà non è mai arrivata nessuna comunicazione con l’indicazione di disdire gli appuntamenti“, conferma a Genova24 il segretario regionale della Fimmg Andrea Stimamiglio. L’inghippo è sempre lo stesso: il taglio nazionale delle dosi AstraZeneca combinato con la necessità di rifornire gli hub vaccinali (dove operano anche i privati) e le farmacie ha ridotto drasticamente le dosi prenotabili attraverso i medici di famiglia, che per ora continuano a vaccinare solo le “categorie prioritarie”, soprattutto personale scolastico, e i vulnerabili sotto i 70 anni (quelli che si sono prenotati prima che cambiassero le linee guida del ministero).

“Le dosi di vaccini per tutti i prenotati ci sono – ha assicurato all’Ansa il direttore generale dell’Asl4 Paolo Petralia -. Siamo in attesa di altre dosi. Stiamo parlando di somministrazioni a categorie vulnerabili e insegnanti, coperti dal farmaco AstraZeneca. Con queste consegne noi non abbiamo più AstraZeneca, li abbiamo messi tutti a disposizione. E mi dicono che nel sistema risultano ancora dei posti liberi”.

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