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Richiesta

Vaccini, la “carica” dei 111 docenti genovesi: “Inserite il personale scolastico nell’elenco delle riserve”

Un gruppo di insegnanti firma la lettera indirizzata a Toti: "Considerateci fascia a rischio, di questo passo saremo vaccinati quando le scuola saranno chiuse"

Genova. Sono 111 gli insegnanti e le insegnanti genovesi ad avere firmato una lettera indirizzata al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti con una richiesta molto semplice: dare al personale scolastico che ancora non si è potuto vaccinare la possibilità di essere inserito negli elenchi di “riserve” nell’ambito del piano vaccinale come i caregiver delle persone disabili o ultrafragili.

Era l’11 aprile scorso quando dal governo arrivava lo stop alla vaccinazione contro il Covid di alcune categorie speciali tra cui il personale della scuola, a favore invece della fascia più anziana della popolazione e delle persone con fragilità. Erano e sono tantissimi gli insegnanti, il personale ata e i dirigenti che avevano già un appuntamento per la propria dose – magari il giorno seguente – e che invece sono rimasti a bocca asciutta.

Una situazione che è stata denunciata più volte dai sindacati. Anche perché la Liguria, anche a causa dell’alta percentuale di popolazione molto anziana, è la regione che ha vaccinato di meno gli insegnanti. In base all’ultimo report settimanale utile sulle vaccinazioni pubblicato dal Governo (quello del 10 aprile), su un target dichiarato di 40mila persone sono 15.839, poco meno del 40% del totale, quelle che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. A queste si aggiungono gli oltre 2100 che sono stati vaccinati in ambito universitario.

Tiziana Bellomi, Francesca Piaggio e Katia Rallo sono le tre insegnanti, due di scuola dell’infanzia e una di scuola primaria, che dai quartieri di Oregina e Lagaccio, a Genova, hanno lanciato l’iniziativa. “Abbiamo subito raccolto la solidarietà di tanti colleghi, anche di quelli che avevano avuto la fortuna di ricevere almeno la prima dose del vaccino”, spiega Francesca Piaggio.

L’insegnante di sostegno spiega che, con le colleghe, ha provato a contattare anche il servizio regionale di prenotazione di vaccini per proporre la stessa idea, ma senza risultati. “Noi abbiamo meno di quarant’anni e al momento non è neppure contemplata la prenotazione per fasce d’età ma ci sono colleghi sopra i 50 anni molto preoccupati, e in genere, da quando sono state riaperte le scuole in presenza anche alle superiori, c’è grande apprensione”.

Al momento in Liguria le “riserve dei vaccini” sono stabilite comunque in base al piano nazionale e alle indicazioni del commissario straordinario Figliuolo “prima gli anziani e i fragili”. Di qui, l’accesso ai caregiver. E’ quindi poco probabile che la Liguria possa decidere di muoversi diversamente. Al momento gli insegnanti non ancora vaccinati potrebbero sì avere una corsia preferenziale, ma sempre all’interno di quella che sarà la loro fascia d’età. Inoltre inizialmente il personale scolastico era vaccinato con Astrazeneca mentre adesso per gli under60 è stato stabilito l’utilizzo dei vaccini Cominart (Pfizer o Moderna)

Ma il paradosso – dicono le docenti che hanno firmato la lettera – è anche quello che, andando avanti di questo passo, “saremo vaccinati quando le scuole saranno chiuse”. Ecco il testo integrale della lettera

“Egregio Presidente Giovanni Toti,
siamo insegnanti di scuola dell’infanzia, di scuola primaria e di scuola secondaria, vorremmo manifestarLe la nostra preoccupazione relativamente alla situazione in cui, come noi, si trovano colleghe e colleghi in Liguria.
Gli appuntamenti di chi avrebbe dovuto ricevere la prima dose della vaccinazione anti-covid sono stati cancellati dall’oggi al domani a seguito della nuova ordinanza firmata dal generale Francesco Figliuolo.
Il generale sintetizza con queste parole il cambio di strategia nella campagna di vaccinazione: “ Un professore di 29 anni , non ancora vaccinato, non è più una categoria prioritaria, deve aspettare che prima vengano immunizzati gli anziani, i fragili e quelli un poco più anziani. Se era già prenotato, l’appuntamento va cancellato”.
Nella scuola italiana, oltre al giovane professore, esistono però colleghe e colleghi che attendevano con grande ansia la propria dose di vaccino e che insegnano in presenza da settembre; la maggior parte di questi ha poco di più di 30, di 40, di 50 anni e quotidianamente presta servizio con passione e serietà ma, inutile nasconderlo, anche con angoscia e preoccupazione per sé e per i propri cari.
I dispositivi di protezione forniti (mascherine chirurgiche), in alcune realtà in quantità insufficiente, non permettono di lavorare in maniera sicura, tanto da costringere, chi può, ad acquistare personalmente mascherine ffp2.
Le docenti e i docenti si recano a lavoro ed hanno di fronte classi formate anche da più di 25 alunne e alunni, in alcune situazioni senza mascherina, come nel caso della Scuola dell’ Infanzia o di bambini con bisogni speciali negli altri ordini di scuola. Questi studenti non possono di certo essere tenuti a distanza di sicurezza perché necessitano di essere accuditi, accompagnati e guidati in ogni momento della giornata scolastica oltre che aiutati nei loro bisogni primari.
Possiamo affermare che per queste persone, per questi lavoratori, usufruire della propria dose di vaccino è imprescindibile.
Per il mondo della scuola cambia tutto, per fortuna a chi ha già ricevuto la prima dose verrà data la seconda, ma tutti gli altri dovranno aspettare in base alla loro età.
Questo significa che molti di loro riceveranno il vaccino quando l’anno scolastico sarà terminato. Interrompendo la campagna vaccinale per gli insegnanti, si crea una disparità di trattamento tra i fortunati che hanno fatto in tempo a ricevere una dose, compresi colleghi che sono in DAD da 1 anno, e quelli che dovranno probabilmente attendere la fine dell’anno scolastico per iniziare il percorso vaccinale.
Le scuole hanno finalmente riaperto dopo le vacanze pasquali e lo si doveva fare in sicurezza, fermare la campagna vaccinale per il personale scolastico è un provvedimento che di logico ha davvero poco.
Con queste righe vorremmo invitare i nostri amministratori ad una riflessione, chiediamo che le insegnanti e gli insegnanti che stanno aspettando il vaccino ne possano usufruire il prima possibile, per rendere davvero la scuola un luogo sicuro, non solo per gli studenti ma anche per i suoi lavoratori.
Chiediamo e auspichiamo di essere considerati fascia a rischio, considerata la tipologia di utenza con la quale lavoriamo, ed eventualmente in seconda istanza, almeno di poter essere inseriti nelle liste di riserva, ovviamente dopo i soggetti fragili.
Rappresentiamo con questa lettera molte colleghe e colleghi, insieme vorremmo dire che non siamo dei privilegiati, che siamo una categoria a rischio e che ancora una volta ci siamo visti togliere un diritto non solo nostro ma anche della nostra utenza.
Fiduciosi che le nostre istanze vengano ascoltate”.

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