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Coraggio o irresponsabilità?

Stop alle vaccinazioni nelle carceri, Uilpa: solo Marassi va avanti

Nei giorni scorsi ai detenuti era stato somministrato AstraZeneca (Vaxevria)

Genova. La Uilpa polizia penitenziaria è contraria all’ordinanza dell’Ufficio del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 che stoppa le vaccinazioni negli istituti penitenziari.

“Solo il carcere di Genova Marassi – precisa il segretario Fabio Pagani – va avanti con la vaccinazione ai detenuti con AstraZeneca (Vaxevria), un atto di coraggio o irresponsabilità? Lo stop alle vaccinazioni però è un atto grave, pericoloso e illogico e corrisponde a chiudere la stalla, ancora una volta, a buoi ormai lontani”.

La vaccinazione era iniziata nelle scorse settimane (7400 detenuti e 16 mila poliziotti a livello nazionale) a cui era stato inoculato il siero. «La stessa ministra della Giustizia, Marta Cartabia – sottolinea Pagani – a pochi giorni dal suo insediamento, durante il saluto ai dipendenti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, aveva rassicurato circa un’accelerazione nelle vaccinazioni. Ora lo stop, con i contagi che peraltro stanno seppur lentamente risalendo, sarebbe una grave inversione di tendenza, la quale evidentemente segnerebbe anche un declassamento dell’attenzione sulle carceri e le cui conseguenze rischierebbero di risultare deleterie sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

La Uilpa si appella al commissario Figliuolo, ai ministri Cartabia e Speranza e a tutto il governo affinché non vi siano ritardi nella prosecuzione della vaccinazione nelle carceri, che anzi dovrebbe essere favorita e incentivata. “Si chiarisca il senso di tale inutile determinazione“, afferma Pagani.