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Sogno e realtà

Staglieno, calcetto e parkour al posto di camion e rifiuti: l’area Ricupoil verso una nuova vita

E a pochi metri anche il grande piazzale delle rimessa Amt potrebbe ospitare piccoli impianti sportivi: la partita della riqualificazione delle Gavette è appena iniziata

Genova.Un grande spazio polifunzionale ma con una forte “trazione” sportiva: questo il sogno diventato progetto della Val Bisagno per l’area di via Lodi, oggi occupata dalla Ricupoil, la storica ditta che dagli anni sessanta si occupa di recuperare e smaltire rifiuti industriali, ma non solo, oli esausti e batterie. Un progetto le cui linee guida sono state votate e approvate dall’assemblea municipale, trovando una risonanza armonica con Tursi, pronto a trovare una soluzione alternativa per la ditta, salvaguardando posti di lavoro e esigenze dei residenti.

Sì perché oggi il via vai quasi continuo dei camion dell’azienda, oltre a creare problemi di viabilità per la stretta via che sale sulle alture di Staglieno, impatta anche sulla qualità dell’aria della zona, già costretta alla convivenza forzata con la grande rimessa scoperta di Amt delle Gavette. A pochi metri anche l’Istituto comprensivo Staglieno, affacciato il grande piazzale dove ogni giorno decine di autobus vengono movimentati, mentre a fianco decine di autospurgo, almeno fino ad oggi, entrano ed escono dai cancelli della Ricupoil.

Il “disegno” proposto dal Municipio Media Val Bisagno, e condiviso con comitati e associazioni di quartiere, prevede tanto sport: una struttura dedicata alla ginnastica artistica e al parkour, che sarebbe la prima in città, un impianto per la pallacanestro, un’area dedicata alla corsa, con percorso ginnico e attrezzi, un campetto da calcetto, spogliatoi, qualche parcheggio e un piccolo spazio commerciale, in cui si potrà essere inserito un bar o ristoro. Insomma una piccola cittadella per lo sport.

Ma come si potrà gestire questa transizione? Secondo quanto trapelato, l’intenzione di Tursi è quella di acquisire l’area in cambio di un’altra ad oggi in utilizzo ad Amiu in via Adamoli: un’area equivalente, che, almeno nei piani, permetterebbe all’azienda di non avere “danno” da questa operazione in termini di posti di lavoro e gestione di una logistica che, anzi, potrebbe migliorare.

La Valbisagno è la valle dello sport e per questa ragione l’idea di un centro sportivo polifunzionale vicino ad una delle scuole più grandi del territorio rappresenta un’opportunità da perseguire con tutte le nostre forze – spiegano Roberto D’Avolio, presidente del Municipio IV Media Val Bisagno, e l’assessore Lorenzo Passadore – la parte ricreativa e sociale dovrà avere al centro del progetto non solo i giovanissimi ma anche le persone avanti con gli anni. Dobbiamo puntare in alto superando il concetto di periferia zona di servizi impattanti. Ovviamente le scelte su come gestire l’area dovranno rispettare le indicazioni della mozione e coinvolgere la cittadinanza per scelte condivise”.

Quindi tutto perfetto? Calma e sangue freddo: per la realizzazione di questo progetto, oggi ancora in forma di proposta, servirà un passaggio fondamentale, ovvero quello di trovare uno o più privati interessati a costruire e gestire gli impianti facendosi anche carico, eventualmente, della bonifica dell’area. L’idea è quindi quella di portare avanti un project financing, che preveda la gestione degli impianti.

E qua sta il punto. Il sogno di riqualificare quest’area è coccolato dal territorio da molti anni, ma potrebbe essere superato sulla destra dai progetti legati al nuovo piano per il trasporto pubblico di Comune e Amt: per l’area delle Gavette, infatti, è prevista la costruzione di una struttura che dovrebbe “coprire”  i quasi duecento autobus di linea della rimessa; struttura sopra la quale dovrebbero sorgere un’ampia area destinata a parco pubblico con spazi dedicati allo sport, con campetti da pallacanestro e pallavolo e attività assortite. Anche in questo caso al momento non ci sono progettazioni definitive e tutto è ancora da scrivere, ma il destino di questa grande macro area nel cuore della Val Bisagno rimane sospeso: da un lato la possibilità di creare un grande polo sportivo e ricreativo con progettazioni sinergiche dall’altro una serie di progetti sovrapposti e non coordinati. Qua starà alla capacità della politica di fare il salto di qualità e mettere insieme i pezzi di questo puzzle con una prospettiva ampia e lungimirante: la partita è tutta da giocare.